Silvio Berlusconi © GettyImages

La speranza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, era di posticipare la decisione degli italiani sulla costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. Secondo il premier, infatti, l’incidente di Fukushima in Giappone avrebbe avuto un impatto negativo sulla scelta degli elettori. Il governo aveva quindi abrogato le norme relative alla costruzione di nuovi impianti con l’idea di riprendere il discorso nel giro di uno o due anni. Non è andata così: gli italiani hanno votato sul nucleare e i primi dati dei referendum registrano un’affluenza pari al 57% degli aventi diritto, un risultato che dovrebbe permettere di raggiungere il quorum (50% più uno) anche senza il contributo del voto degli italiani all’estero. E di questo 57% quasi la totalità degli elettori (percentuale superiore al 90%) si è espressa contro le centrali nucleari in Italia.
E così, mentre i seggi erano ancora aperti, il premier nel corso di una conferenza stampa a Villa Madama con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ammesso: “L'Italia probabilmente a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovrà dire addio alla questione delle centrali nucleari e quindi dovremo impegnarci fortemente sul settore delle energie rinnovabili”.

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