Convenzione di Istanbul © Getty Images

La Convenzione di Istanbul è finalmente legge, anche in Italia. Dopo il passaggio positivo attraverso la Camera dei deputati del 29 maggio, ora il trattato è finalmente legge. Con 274 voti favorevoli, nessun contrario e un’astensione il Senato ha approvato definitivamente all’unanimità il disegno di legge n.720 di ratifica ed esecuzione della Convenzione di Istanbul. Prima della votazione la vice presidente Lanzillotta ha invitato l’assemblea ad osservare un minuto di silenzio, in ricordo di tutte le donne vittime di violenza.

Con il voto di oggi l’Italia diventa ufficialmente il quinto Paese ad aver ratificato la Convenzione di Istanbul, dopo l’Albania, Montenegro, Repubblica Ceca e Turchia. Il governo italiano ha sottoscritto la Convenzione d’Istanbul il 27 settembre scorso. A firmare l’allora ministro del Lavoro e delle pari opportunità Elsa Fornero e il ministro degli Esteri Giulio Terzi.

Perché la Convenzione diventi realtà e sia vincolante per gli Stati firmatari mancano le ratifiche di almeno altri cinque Stati (ne servono dieci di cui almeno otto membri del Consiglio d’Europa). Non solo, perché abbia un impatto sulla vita di tutti i giorni dei cittadini dovrà essere varata una legge di attuazione che abbia la copertura finanziaria necessaria per permettere la realizzazione dei concreti interventi di sostegno.

La Convenzione di Istanbul è nata nella capitale turca l’11 maggio 2011 ed il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che mira a sanzionare «tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, sia nella vita privata».