Reddito di cittadinanza: la risposta ai 10 dubbi più comuni

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Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale  e la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il decreto sul reddito di cittadinanza (Rdc) entra ufficialmente in vigore. Ma di che cosa si tratta esattamente? Ecco la risposta alle dieci domande più comuni.

  1. Che cos’è il reddito di cittadinanza?
    Il reddito di cittadinanza è l’aiuto economico che il governo offre agli italiani che non hanno redditi o hanno redditi troppo bassi. Nel decreto è definita “come misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, nonché a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione, alla cultura”. Secondo l’Istat, nel 2017 gli individui in condizioni di povertà assoluta erano poco più di cinque milioni, compresi 1,2 milioni di ragazzi minorenni.
  2. A chi spetta?
    Ai nuclei familiari che possiedono una serie di requisiti. Innanzitutto, che vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta. In secondo luogo che hanno la cittadinanza italiana o di paesi della Ue oppure che sono in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Al momento della presentazione della domanda, occorre essere residenti in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. Sono considerati parte del nucleo familiare i coniugi (anche separati o divorziati se risiedono nella stessa abitazione) e i figli non conviventi fino a 26 anni di età, non sposati e senza figli, a carico dei genitori.
  3. Che cosa significa essere in condizioni di povertà?
    Per recepire il reddito di cittadinanza l’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) della famiglia deve essere inferiore ai 9.360 euro annui. Inoltre, bisogna avere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore ai 30 mila euro annui, e un patrimonio finanziario che sia sotto i 6.000 euro. Solo nel caso di famiglie con persone disabili il patrimonio finanziario può arrivare fino a 20 mila euro. Secondo l’Inps, nel 2017 le dichiarazioni Isee inferiori ai 10mila euro erano poco più di 3,6 milioni.
  4. In che cosa consiste?
    Il reddito di cittadinanza si compone di due elementi: una componente a integrazione del reddito familiare, variabile, e una componente a integrazione del reddito delle famiglie che vivono in affitto, fissa. Nel dettaglio, una persona che vive da sola riceve fino a 500 euro al mese come integrazione al reddito e 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo). Una famiglia composta da due adulti e due figli minorenni, invece, incassa fino a 900 euro al mese+ 280 euro per l’affitto oppure 150 per il mutuo. Un nucleo formato da due adulti, un figlio maggiorenne e un figlio ha diritto fino a 1.000 euro al mese +280 oppure 150.
  5. Quanto dura?
    Il reddito di cittadinanza dura 18 mesi, ma è rinnovabile per altri 18 dopo una pausa di un mese, purché il nucleo sia ancora in possesso dei requisiti richiesti.
  6. Come va speso?
    Il reddito di cittadinanza viene erogato attraverso una carta prepagata di Poste Italiane, che non può essere usata per il gioco d’azzardo. La cifra va spesa entro il mese successivo a quello di erogazione. Ogni semestre ci sarà una verifica e una decurtazione di quanto non è stato speso/prelevato nel semestre, fatta eccezione per un mese. 
  7. Come si richiede?
    Il reddito di cittadinanza si potrà richiedere sia direttamente all’ufficio postale sia in via telematica, oppure al Caf. A quel punto l’Inps verificherà se si è in possesso dei requisiti: in questo caso il beneficiario verrà contattato dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.
  8. Che cos’è il patto per il lavoro?
    Il patto che i cittadini che sono adeguatamente formati e che hanno diritto al reddito di cittadinanza devono firmare con un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro. Questo patto prevede che i primi 12 mesi i cittadini dovranno accettare la prima offerta di lavoro che arriverà nel raggio di 100 km (100 minuti di viaggio). Se questa offerta viene rifiutata, la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e la terza da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale. Dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con disabilità, le offerte di lavoro non potranno superare i 250 km.
  9. Che cosa sono il patto per la formazione e quello per l’inclusione sociale?
    Il patto per la formazione è riservato a chi ha bisogno di essere formato e va firmato con enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende. Il patto per l’inclusione sociale, invece, è destinato a chi non è in condizione di lavorare e coinvolge sia i servizi sociali sia i centri per l’impiego. Nell’ambito del patto per il lavoro e del patto di inclusione, i beneficiari sono tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai comuni, fino a otto ore settimanali.
  10. Chi viene escluso dalla misura?
    Non potranno ricevere il reddito di cittadinanza coloro che: non sottoscrivono il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale; non partecipano alle iniziative formative e non presentano una giustificazione; non aderiscono ai progetti utili per la comunità predisposti dai comuni; rifiutano la terza offerta congrua; non aggiornano le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo; forniscono dati falsi.