Manovra, la tassa sulle auto aziendali è ancora in forse

Manovra: a che punto siamo? Oggi riprendono i lavori della commissione Bilancio al Senato sugli emendamenti alla nuova legge di Bilancio. Fra i punti più controversi c’è la stretta sulle auto aziendali, che dovrebbe scattare dal primo gennaio 2020. Tuttavia, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha assicurato di stare lavorando per “alleggerirla”. Al momento le auto concesse dalle aziende ai dipendenti sono considerate una forma di retribuzione non monetaria, assoggettata a tassazione. I dipendenti pagano un’imposta convenzionale stabilita dall’Automobile Club d’Italia in relazione al modello di auto e ai chilometri percorsi: per una percorrenza di 15 mila chilometri annui si considera il 30% del costo chilometrico delle tabelle Aci. Per esempio, per una Fiat Tipo 1.4 a benzina, 95 Cv, il costo chilometrico Aci è di 0,4485 euro al chilometro: questo valore moltiplicato per 15 mila dà 2.018 euro. Questo è l’imponibile Irpef prodotto dall’auto aziendale, sul quale poi si pagano le imposte in base all’aliquota marginale Irpef del lavoratore dipendente.

Con le novità introdotte dalla manovra, invece, per le auto che emettono fino a 160 grammi di CO2 al chilometro il valore va calcolato sul 60% del costo chilometrico Aci, mentre per quelle più inquinanti sul 100%. Ritornando all’esempio di prima: per la Tipo 1.4 da 95 Cv un contribuente con un reddito lordo annuo oltre i 70 mila euro l’imponibile passerebbe da 2.018 a 4.036 euro.