Luxottica Days in Villa Reale a Monza: il palazzo "blindato" per un mese

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A ospitare i prossimi Luxottica Days, uno degli eventi corporate più importanti per la società leader nel settore degli occhiali, sarà un’altra location d’eccezione: la Villa Reale di Monza, che per l’occasione sarà completamente chiusa al pubblico. Oggi è l’ultimo giorno utile per visitare la reggia. Per tutto il mese di novembre, gli unici ospiti ammessi saranno i clienti del colosso fondato dall’imprenditore Leonardo Del Vecchio. Dopo Venaria reale a Torino e Villa Erba a Como, dunque, toccherà alle sale del Piermarini alle porte di Milano accogliere le nuove collezioni di tutti i marchi gestiti dal gruppo (da Persol a Ray Ban, da Prada a Versace, da Dolce & Gabbana a Burberry e tanti altri). L’accordo per l'affitto, dopo il via libera del Consorzio di gestione, è stato firmato dal concessionario della Villa, l’imprenditore Attilio Navarra, che ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa: “La Villa Reale di Monza è orgogliosa di offrire i propri spazi per un’esperienza completamente nuova. I Luxottica Days sono un evento dal carattere internazionale che porterà ampia visibilità alla Villa e alle sue meravigliose sale”.

Luxottica Days: perché la Villa Reale sarà chiusa al pubblico

I Luxottica Days sono diventati ormai un appuntamento imperdibile per gli addetti ai lavori, una sorta di summit internazionale in cui i venditori più importanti al mondo si riuniscono in Italia per scoprire in anteprima le nuove collezioni e fare gli ordini. "Siamo felicissimi di questo evento che porterà a Monza 500 visitatori al giorno con grandi ricadute sull'intera città", ha affermato il sindaco Dario Allevi dalle pagine del Corriere della Sera . "Abbiamo valutato i pro e contro, comprendiamo il dispiacere di non poter entrare in Villa per un mese, ma la chiusura al pubblico di tutta la Villa, compresa la parte museale è stata la conditio sine qua non  imposta da Luxottica per tutelarsi dallo spionaggio industriale. La villa sarà blindata dalla corte d'onore in poi, mentre abbiamo chiesto e ottenuto che il Serrone con la mostra su Tarkovskij e gli artisti russi del secondo Novecento prosegua l'attività".