Marina Salamon (sin.) e Vilma Scarpino

Fatturato da 41,1 milioni di euro (+41% negli ultimi cinque anni), ottima marginalità e 246 dipendenti, in costante crescita dal 2011. Sono i numeri di Doxa, la prima società di ricerche di mercato in Italia che celebra il suo 70esimo anniversario. Era il 1946 quando il professor Pierpaolo Luzzatto Fegiz importò per primo in Europa il «sondaggio a campione» messo a segno dall’americano George Gallup. Scegliendo un nome simbolo per l’azienda che avrebbe fondato: Doxa, appunto, che in greco antico significa «opinione» e che in seguito sarebbe diventato sinonimo stesso di ricerca di mercato. Primo sondaggio: Monarchia o Repubblica? Vinse Repubblica. E Doxa decollò.

L’INIZIATIVA. In occasione del suo anniversario Doxa ha deciso di aprire per la prima volta i propri archivi fatti di centinaia e centinaia di ricerche inedite raggruppate solo in parte nei suoi bollettini di carta ormai ingiallita, uno per ogni anno, dal 1946 al 1999, quando tutto venne definitivamente digitalizzato, capaci di passare l’Italia intera ai raggi X (chi fosse interessato, può contattare l'azienda e fissare un appuntamento). Si tratta perlopiù di ricerche non commissionate ma realizzate per volontà di Doxa che ci restituiscono vizi e virtù di un Paese in continua evoluzione. Con un dato per tutti che merita particolare attenzione: nell’immediato Dopoguerra il 29% degli italiani si dichiarava “abbastanza felice” e il 5,5% addirittura “molto felice”. E poco importa se per terra c’erano ancora le macerie dei bombardamenti, il cibo era razionato e la spesa più urgente era per l’abbigliamento.

RISORSE UMANE E INNOVAZIONE. Il merito di Doxa, sottolinea Marina Salamon, che controlla Doxa attraverso la sua holding di partecipazioni Alchimia, “è di avere puntato soprattutto su due fattori: le risorse umane e l’innovazione generata dall’avvento delle tecnologie digitali con acquisizioni mirate proprio in quell’area e società create ex novo per presidiare un mercato in costante cambiamento”. Doxa ha integrato da tempo le ricerche di mercato con i big data, gli analytics, il marketing e la comunicazione. E punta ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione. “Ma il rigore scientifico resta il nostro mantra”, sottolinea l’a.d. Vilma Scarpino, azionista di minoranza e a.d. di Doxa, che pone l’accento su ciò che ha fatto grande l’azienda: la capacità dei ricercatori di leggere la realtà. Sempre. Spaziando dai grandi studi di scenario alle analisi di misurazione, fino agli approfondimenti quali-quantitativi sui brand, sui prodotti, sulla distribuzione e sulla comunicazione. Con un focus sempre più digitale.