Copyright nel mercato digitale, la Ue trova un accordo. E ora?

Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sono finalmente giunti a una conclusione: la riforma del copyright nel mercato digitale ora è pronta. A questo punto manca solo la conferma dell’accordo fra governi degli Stati membri ed Europarlamento. Se tutto andrà come previsto, editori, artisti, autori e giornalisti avranno maggiori diritti e una remunerazione più equa rispetto alle grandi piattaforme online come Google, Facebook o Youtube. Il testo approvato dopo una maratona di tre giorni iniziata lunedì a Strasburgo riprende molti dei punti dell’intesa firmata qualche giorno fa dai Paesi Ue, nonostante il voto contrario di otto di loro, inclusa l’Italia. Ricordiamo, infatti, che le norme sono state oggetto di un duro scontro, che ha visto schierati da una parte i giganti del web e gli attivisti, che si sono battuti a favore della libertà di internet e contro i pericoli di censura, e dall’altra creatori di contenuti, musicisti ed editori, che hanno chiesto a gran voce di essere remunerati per il loro lavoro e porre fine al furto di materiale coperto da copyright in rete.

Che cosa prevede l’accordo sul copyright

L’articolo 13 (uno dei più contestati) della nuova norma obbliga le piattaforme digitali a filtrare automaticamente e rimuovere il materiale coperto da diritti d’autore caricato dai singoli utenti. Tuttavia, le startup con meno di cinque milioni di visitatori unici al mese saranno esentate dall’obbligo. Per quanto riguarda l’altro articolo molto discusso, il numero 11, che riguarda la remunerazione di editori, giornalisti e autori, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno deciso di adottare una linea morbida, concedendo più spazio agli Stati membri per prevedere eccezioni. In pratica, non è detto che piattaforme come Google News saranno costrette a concludere accordi e a pagare per mostrare frammenti (snippet) o titoli di articoli pubblicati da altri siti. Tuttavia, ad artisti, musicisti e creatori viene riconosciuto il diritto all’equo compenso, alla sua revisione e alla revoca della licenza se le opere non vengono sfruttate commercialmente da chi le detiene. Garantiti anche trasparenza sui ricavi di chi gestisce i diritti e un meccanismo di risoluzione delle dispute. Infine, tutelati esplicitamente i meme, i gif, il diritto di satira, di parodia e di citazione, le enciclopedie online, i materiali didattici, data mining, il patrimonio culturale e le opere i cui diritti sono scaduti: a questi non si applicherà il copyright.