Aziende: come adattarsi al cambiamento nell’era della disruption

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La storia ama i vincitori. E in un’epoca in cui aziende rivoluzionarie come Airbnb, Uber e Amazon sono esaltate da tutti, è chiaro che il mercato sia più benevolo nei confronti di chi non solo sta al passo con i cambiamenti, ma li provoca. Non ogni azienda, tuttavia, può essere rivoluzionaria. La stessa Silicon Valley è piena di piccoli gioielli e potenze consolidate che sono andate a fondo per non avere compreso come stava cambiando il mondo

Questo sarebbe potuto essere il destino di Juniper Networks. Quando l’azienda è stata fondata, a metà degli anni ‘90, Internet stava crescendo a gran velocità e la rete stessa stava cedendo sulla spinta di quella crescita, offrendo enormi opportunità ad aziende che, come la nostra, cercavano di sparigliare lo status quo nel settore del networking.

Aziende in crisi: licenziare o raddoppiare gli investimenti? 

Arriviamo alla crisi finanziaria globale del 2008. In quel momento, Juniper aveva appena nominato un nuovo Ceo, al quale era stato ordinato di licenziare il 15% dei dipendenti e tagliare i fondi in ricerca e sviluppo per controllare i costi. In quel clima di incertezza, invece, il nuovo Ceo ha raddoppiato gli investimenti in R&D e innovazione, convinto che nel rallentamento generale l’azienda dovesse accelerare per essere pronta alla ripresa. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a un ulteriore adattamento dell’azienda, che ha contribuito a determinare l’avvicinamento delle organizzazioni al cloud e al networking software-defined  in un momento in cui i clienti erano stritolati dalla complessità dell’IT in un mondo multicloud.

La domanda da porsi quindi é: come può un’azienda non solo adattarsi al cambiamento ma anticiparlo? Che si tratti di una start up, di un leader consolidato o di una qualunque via di mezzo, ecco quattro strategie di change management che ho appreso nei miei anni di lavoro in un settore che ha una certa familiarità con le rivoluzioni.

  1. Non temete di cambiare voi stessi
    Più facile a dirsi che a farsi. Imporre a se stessi di essere più disruptive  è un po’ come muoversi in una città sconosciuta senza una mappa: non c’è modo di sapere cosa ci aspetta e, verosimilmente, il percorso sarà tutt’altro che lineare. Con un futuro così incerto, essere convinti della propria idea di dove stia andando il mondo e di quali opportunità si presenteranno. Solo dopo avere dedicato del tempo a interiorizzare i valori e la vision dell’azienda, è possibile imboccare la strada del cambiamento. E se non siete pronti a cambiare voi per primi, è solo questione di tempo: presto lo farà qualcun altro.
  2. I periodi di transizione tecnologica sono difficili, quelli di trasformazione del modello di business ancora di più
    Se pensiamo ai grandi rivoluzionari, ci rendiamo conto che le loro trasformazioni tecnologiche sono piuttosto ovvie. Tuttavia, i grandi cambiamenti tecnologici non sempre equivalgono a grandi trasformazioni tecniche: più spesso derivano da un cambiamento dei modelli di business fondamentali. Pensiamo ad esempio ad Amazon. Non è stato necessariamente l’aspetto tecnologico della cosa che ha sconvolto il mondo del retail. E anche per quanto riguarda Uber, non è l’app in sé la conclusione del processo. Sul mercato, la differenza tra vincitori e perdenti sta nella capacità di fare evolvere i modelli di business, con la tecnologia come fattore abilitante. Quando ci si trova a dover valutare quale tipo di trasformazione ci aspetta, dobbiamo considerare non solo come la nostra azienda può adattarsi dal punto di vista tecnologico, ma anche come dovrà evolvere - o addirittura cambiare del tutto - il modello di business. Se cambia il modello di business, lo si dovrà spiegare chiaramente ad azionisti e dipendenti e muoversi il più rapidamente possibile.
  3. Sfruttate la potenza dei dati
    Nell’era del tutto digitale, non esistono giustificazioni per non essere al corrente di dove il mercato sta andando e di ciò che i clienti desiderano. I dati sono il più grande asset di un’azienda, il che rappresenta una straordinaria opportunità per l’IT di diventare un driver strategico di crescita. Sono le aziende che sanno come usare i dati e trasformarli in informazioni che saranno in posizione di vantaggio.
  4. Non dimenticatevi delle persone
    Si dice che ‘la cultura si mangi la strategia a colazione’. Per poter trasformare in realtà il sogno di cambiamento è necessaria una vision concreta e convincente che spinga le persone a esserne parte nonostante i rischi. Bisogna anche però ricordare che il cambiamento è difficile per le persone come lo è per la tecnologia o i modelli di business. Nei casi più fortunati, ci saranno sempre quei pochi che non vedono l’ora di poter affondare i denti nel cambiamento, ma la maggior parte delle persone ha bisogno di tempo per adattarsi. Bisogna quindi investire nelle persone, armarle delle competenze necessarie e fare in modo che sappiano che l’azienda è lì per aiutarle ad affrontare il cambiamento in modo costruttivo. 

Per quanto il futuro della tecnologia sia in larga misura incerto, una cosa è sicura: il cambiamento non potrà che accelerare. Indipendentemente dal settore - dalla sanità al manifatturiero al networking - è molto improbabile che il cambiamento si plachi. Le persone di successo, nel prossimo futuro, sono quelle che cercano l’eccitazione del cambiamento, coltivano la capacità di adattarsi, rimangono agili e ricavano energia dall’apprendere cose nuove.

* Chief Marketing Officer, Juniper Networks