Quasi raddoppiata la quantità di succo d’arancia per ogni bibita

D’ora in avanti, i produttori di arance saranno chiamati a un super lavoro. Il 6 marzo, infatti, è finalmente entrata in vigore la legge 161 del 30 ottobre 2014, che innalza dal 12% al 20% la quantità di succo d’arancia che deve essere contenuta nelle aranciate prodotte in Italia. Ebbene, secondo la stima della Coldiretti, per soddisfare questa soglia serviranno 200 milioni di chili in più di arance all’anno. Un’ottima notizia per gli agricoltori italiani. Dopo anni bui, durante i quali i redditi sono calati a picco e il 31% delle piante di arance è scomparsa, ora si torna a sperare. Con la nuova legge, si dovrebbero salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani, localizzati soprattutto in regioni con evidenti difficoltà economiche, come la Sicilia e la Calabria.

Aranciate più attente alla salute

Ma le “nuove” aranciate più ricche di arance non sono state volute solo per aiutare i produttori. L’innalzamento del contenuto di succo d’arancia risponde anche a un’esigenza di tipo salutistico: una bevanda con un contenuto minimo di frutta del 20% contribuisce a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C, una sostanza fondamentale per l’organismo. Non solo: le arance apportano anche diversi elementi in grado di innalzare le difese immunitarie. Per godere di questi effetti, però, si dovrà attendere qualche settimana: la norma prevede che le bevande già prodotte con il 12% di succo d’arancia possano essere commercializzate fino a esaurimento delle scorte.