La nuova via della moda: intervista a Dolce & Gabbana

La casa di moda di Stefano Gabbana (a sinsitra) e Domenico Dolce ha debuttato con la sua prima collezione nel 1985. Nel periodo pre-Covid l’azienda era arrivata a fatturare circa 1,3 miliardi di euro (foto © Getty Images)

Al sesto piano del loro headquarter milanese, Stefano Gabbana e Domenico Dolce stanno affrontando una realtà molto differente rispetto a quella che avevano previsto solo pochi mesi fa, a febbraio. Di domenica, la loro sfilata della collezione autunno-inverno ha chiuso la Milano Fashion Week e la settimana immediatamente successiva l’Italia ha dato il via a uno dei lockdown più severi di tutta Europa. Domenico Dolce, armato di guanti e mascherina, ha continuato a lavorare ogni giorno, insieme a una manciata di collaboratori che sono stati in grado di proseguire i loro compiti. «Se c’è una cosa che ho imparato dal lockdown è che ho sempre bisogno di lavorare», confessa pensoso. Inizialmente questo ha significato dare al via a un’attenta analisi interiore, perché in assenza dei soliti segnali, chi poteva sapere cosa avrebbero voluto indossare le persone?

La clientela di Dolce & Gabbana – specialmente gli acquirenti delle super lussuose collezioni Alta Moda – generalmente ha calendari sociali zeppi di eventi, il che richiede un fiume inesauribile di nuovi outfit, che sono poi felici di condividere sui social. Ma il lockdown ha messo in attesa party e weekend da jet set. Se qualche fortunato proprietario di yacht ha continuato a fare baldoria, certo non era propenso a pubblicizzarlo. Eppure, benché confinati in casa, alcuni clienti hanno continuato a piazzare ordini – per pigiami in seta, caftani e altre creazioni floreali firmate dal duo – capi lussuosi ma confortevoli, in grado di tirare su il morale, come quelli della Blooming Collection.

E appena i mercati in Asia hanno iniziato a riaprire, la loro nuova Devotion Bag si è dimostrata un best seller (una percentuale delle vendite va all’italiana Humanitas University per fornire fondi alla ricerca per un vaccino contro il coronavirus). Dunque, la gente non ha perso la sua propensione agli investimenti nel mondo del fashion…

L'intervista continua sul numero di Business People settembre

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 *The Telegraph /The Interview People