Il gioco online, lo scorso anno, è costato agli italiani 1,37 mld di euro

Una volta c’erano le sfide di calcetto con gli amici, le serate “giochi in scatola”, i tornei di carte. Oggi ci sono soprattutto le competizioni a colpi di click. Ai passatempi online, infatti, ormai molti italiani preferiscono quelli che corrono sul web. Secondo l’ultima edizione del Report sul gioco online realizzato dal Politecnico di Milano ci sono 3,7 milioni di giocatori online e ciascuno è titolare di almeno due conti gioco, per un totale di ben 8,2 milioni di account. Senza dimenticare i cosiddetti “conti gioco dormienti”, ossia i giocatori che non effettuano una puntata da almeno sei mesi. Fra i giocatori più attivi, il 25% punta almeno una volta al mese, il 29% ha effettuato almeno una giocata negli ultimi cinque mesi.

Rispetto al 2016, lo scorso anno la spesa per sfidare la sorte, ossia la differenza tra quanto effettivamente giocato e quanto vinto, è cresciuta del 34%: significa che gli italiani hanno sborsato complessivamente 1,37 miliardi di euro, pari a 120 euro a testa, l’8% in più rispetto a un anno fa. Complessivamente, lo scorso anno, il gioco online ha fatto guadagnare allo Stato 318 milioni di euro (il 29% in più del 2016).

 

Il gioco online più amato? Le scommesse

Ma qual è il gioco online preferito dagli italiani? Al primo posto ci sono le scommesse sportive, soprattutto nell’ambito del calcio (63% delle puntate), ma anche di tennis e basket. Seguono i casinò virtuali, che contano 879mila appassionati e una spesa media di 54 euro. A questi si aggiungo 611mila italiani che giocano ai tornei di poker (con una spesa media di 10 euro), 447mila che amano il poker in modalità cash (13 euro), 282mila che preferiscono il bingo (8 euro), 153mila che puntano sulle scommesse virtuali (6 euro) e 192mila che scelgono il lotto (10 euro).
Il gioco online piace soprattutto agli uomini (le donne sono appena il 18% dei giocatori) e a chi vive al sud o nelle isole (48%). Per quanto riguarda le fasce d’età, il grosso delle giocate arriva da 25-34enni (29% del totale) seguiti dai 35-44enni (24%).