È arrivata la primavera e con lei, l’appuntamento della Giornata Fai di Primavera. Una due giorni, in realtà, che si svolge sabato 26 e domenica 27 marzo, per scoprire le bellezze artistiche e naturalistiche del nostro paese. Giunta alla sua 19esima edizione, apre quest’anno ben 660 siti, luoghi meravigliosi e inconsueti, molti dei quali solitamente inaccessibili: chiese, palazzi, ville, borghi, quartieri, castelli, torri, giardini, piccoli musei, archivi, aree archeologiche e teatri. E in questa giornata speciale il Fai non solo apre l’Italia più segreta, ma vuole avvicinare e coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, affinché partecipino in prima persona alla difesa e alla condivisione delle nostre ricchezze, sempre più minacciate soprattutte dall’indifferenza. Tutte le visite sono guidate (oltre 13mila gli Apprendisti Ciceroni) e a contributo libero. In ogni sito sarà possibile iscriversi al FAI, un modo questo non solo per manifestare il nostro orgoglio nazionale, ma proprio per diventare “azionisti della nostra cultura”.

Quest’anno, un anno speciale per la storia del nostro paese, non poteva poi mancare un percorso dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, con 150 luoghi particolarmente legati alla nostra storia nazionale, a Garibaldi, al Risorgimento, agli eroi, ai cittadini comuni divenuti protagonisti: appuntamenti pensati per rendere tutti più consapevoli e orgogliosi del valore storico, culturale e civile di questo importante anniversario.

Alcune delle aperture del percorso risorgimentale :
Palazzo del Quirinale a Roma: costruito a partire dal 1583, fu prima residenza pontificia poi, dopo il 20 settembre 1870, palazzo reale dei Savoia fino al 1946 quando divenne sede del Presidente della Repubblica. In occasione della Giornata FAI saranno visitabili alcune sale mai aperte al pubblico, come la Biblioteca del Piffetti, la sala delle Dame e la sala degli Arazzi.
Fortezza del Priamar a Savona: complesso monumentale che risale alla metà del 1500, trasformato in carcere militare nel 1815. Qui si potrà visitare la cella dove Giuseppe Mazzini, imprigionato per tre mesi, ideò il programma della Giovine Italia.
Cascina Guiccioli a Ravenna: la fattoria in cui fu ospitata e morì, la sera del 4 agosto 1849, Anita Garibaldi, giunta in fin di vita insieme all’“eroe dei due mondi” durante l’avventurosa fuga dopo la caduta della Repubblica Romana. Vicino a Ravenna, a Mandriole, il Capanno Garibaldi, dove trovò rifugio Garibaldi, costretto ad abbandonare la salma della moglie perché inseguito dalle truppe austriache.
Carceri del Castello di San Giorgio a Mantova: qui furono rinchiusi i Martiri di Belfiore, protagonisti di una drammatica pagina del Risorgimento. Tra gli altri Enrico Tazzoli, Carlo Poma, Tito Speri.
Palazzo de Majo a Chieti: edificio barocco che ospitò Vittorio Emanuele II nel 1860, in occasione del suo passaggio nel viaggio verso Teano, dove avrebbe poi incontrato Garibaldi.
Archivio di Stato di Modena: istituto tra i più antichi d’Europa, diventa Archivio di Stato tra il 1860 e il 1863 ed è il primo a essere fondato con l’Unità nazionale.

E poi le mostre dedicate al Risorgimento tra cui quella di Palazzo Reale a Milano, sui gloriosi anni 1859-61; la mostra fotografica “L’occhio della memoria” a Palazzo Dall’Armi Marescalchi a Bologna, sui luoghi dell’Italia del Risorgimento; la mostra al Museo del Tessuto di Prato esposizione di cimeli che documentano l’iconografia di Garibaldi: tra questi la fola, macchina per l’infeltrimento delle famose camicie rosse.

Da non perdere , tra i molti appuntamenti, le aperture di:
Villa Rosebery a Napoli: situata sulla collina di Posillipo, è oggi la residenza napoletana del Presidente della Repubblica Italiana. La villa fu costruita all’inizio dell’Ottocento e si estende su una superficie di oltre 66.000 metri quadrati in declivio sul mare.
Palazzo Pisani a Venezia: costruito all’inizio del 1600, è stato la più grande dimora patrizia della città, nonché una delle più ricche di elementi storico-artistici di grande valore. Oggi è sede del conservatorio di musica “Benedetto Marcello”.
Santa Maria de Olearia di Maiori a Capo d’Orso (SA): antichissimo insediamento rupestre risalente al X secolo, progressivamente ampliato fino a divenire un monastero benedettino. L’abbazia è composta da tre cappelle sovrapposte e conserva importanti affreschi murali.
Palazzo della Banca d’Italia a Genova: edificato nel 1915 si sviluppa su tre piani e si distingue per la ricchezza dei materiali utilizzati e per i dipinti che celebrano i momenti più importanti della Repubblica di Genova. Verranno aperte anche le sedi di Banca d’Italia a Udine, palazzo progettato a metà del 1500 da Andrea Palladio, a Macerata e a Campobasso.

Tutti i siti aperti su www.giornatafai.it