«Non tutto ciò che proviene dal passato diventa tradizione. Solo quel che è utile». Perché si può rimanere il baluardo di una solida heritage pur rivolgendo lo sguardo al futuro per accoglierne le trasformazioni come un’opportunità. È questa la prospettiva in cui crede il management de La Manuelita, che dal 1973 nelle Marche realizza calzature femminili per importanti marchi del lusso.
In oltre 40 anni, quella che era nata come una ditta a carattere familiare perfettamente inserita nel distretto calzaturiero fermano-maceratese, ha esteso le sue strutture produttive e il suo fatturato. I piccoli passi costanti e continui, in ottica industriale e manageriale, ne hanno garantito la stabilità, mentre la spinta innovativa portava allo step successivo: quello per cui oggi La Manuelita ha acquisito un nuovo ruolo di centro di eccellenza nazionale, una sorta di grande “fabbrica delle fabbriche”. Una realtà di riferimento cui aziende e marchi tricolori ed esteri si rivolgono non solo al fine di ottenere forme, prototipi e campionari “chiavi in mano” da riprodurre nello loro sedi, ma per avvalersi di consulenze a 360 gradi nella fase di progettazione e realizzazione dei prodotti.

L'intervista 


RI-EVOLUZIONE DELLA CALZATURA
Intervista a Giordano e Manuelita Torresi

LAVORO A TUTTO TONDO
È una storia fatta di coraggio, passione e unione familiare, ma parallelamente di leadership consapevole, capace di mettersi in discussione e di uscire rinvigorita da ogni capovolgimento interno. Partita come piccolo contesto artigianale di Sant’Elpidio a Mare (Fermo) – dove è stata fondata dai coniugi Torresi, genitori di Giordano e Manuelita che oggi ne sono alla guida – l’azienda inizialmente si occupava di produrre e commercializzare calzature femminili a marchio proprio. In seguito a vari cambiamenti dettati dalle richieste del mercato, La Manuelita ha allargato l’attività agli altri settori contigui, bijoux e accessori moda, arrivando a occupare 63 persone, cui si aggiungono diversi collaboratori esterni.
Un passaggio chiave dal primo modello di business a quello odierno è avvenuto undici anni fa, con il trasferimento delle attività nello stabilimento di Grottazzolina (Fermo). È in questa nuova sede che La Manuelita ha lanciato una profonda riorganizzazione a livello aziendale, gestionale e commerciale, portando internamente la maggior parte delle fasi di filiera e delle relative lavorazioni. Nell’arco di un biennio è stato raggiunto un importante traguardo: l’integrazione di tecnologie e macchinari innovativi, infatti, ha consentito al gruppo di posizionarsi nel segmento delle calzature di lusso e, allo stesso tempo, di dedicarsi prevalentemente alla progettazione e produzione per altri brand con l’avvio di un rapporto di collaborazione con una prestigiosa griffe della moda italiana.

LA STORIA, I VOLTI E LE IDEE CHE HANNO RESO ECCELLENTE IL BRAND 

1973
La Manuelita viene fondata a Sant’Elpidio a Mare dai coniugi Torresi, genitori di Giordano e Manuelita, attualmente alla guida del management. Si presenta come una ditta a conduzione familiare che produce e commercializza scarpe da donna a marchio proprio per il mercato nazionale.

2005
L’azienda trasferisce le attività nello stabilimento più grande e moderno di Grottazzolina, avviando una profonda riorganizzazione a livello aziendale, gestionale e commerciale che porta all’interno la maggior parte delle fasi di filiera e delle relative lavorazioni.

2007
L’integrazione di tecnologie e macchinari all’avanguardia consente a La Manuelita di posizionarsi nel segmento delle calzature di lusso e, allo stesso tempo, di dedicarsi prevalentemente alla progettazione e produzione per altri brand.

 

2012
Il gruppo debutta nel segmento degli accessori moda e della piccola pelletteria con l’acquisizione della licenza di produzione del noto braccialetto Il Centimetro.

2012
Viene installata la divisione interna di Azzedine Alaïa, della quale l’azienda marchigiana è una delle principali produttrici e referenti in Italia.

2015
L’impresa viene insignita del Premio Innovazione – Artigiani e Piccole Imprese da Confartigianato Imprese Macerata. Il riconoscimento viene assegnato a La Manuelita per essersi distinta nella ricerca di soluzioni avanzate di ingegnerizzazione e automazione applicate alla produzione calzaturiera.

L’eccellenza dell’azienda marchigiana si è così delineata non solo nella parte artigianale – con il pregio delle materie prime, con la qualità della lavorazione, con la finitura della realizzazione artigianale – ma soprattutto con l’affermazione di un differenziale competitivo di prim’ordine rispetto ai competitor specializzati nell’alto di gamma della scarpa made in Italy. La Manuelita, infatti, è l’unica impresa del settore a essersi organizzata, dotandosi di ogni attrezzatura necessaria, per curare internamente ogni fase nel complesso processo che trasforma l’idea creativa in una calzatura finita. Proprio in virtù della completezza del servizio fornito, nel giro di poco tempo l’azienda della famiglia Torresi ha ampliato le collaborazioni con gruppi ai vertici della moda mondiale, dal prêt-à-porter all’haute couture, primi e decisivi passi verso un portafoglio clienti che spicca ancora adesso nel panorama nazionale.
Qualche esempio? La Manuelita realizza calzature e offre consulenza ingegneristica per alcuni tra i più prestigiosi brand della moda nazionali e internazionali, in primis Azzedine Alaïa, di cui è una delle principali aziende produttrici in Italia. Con Giambattista Valli,Versace, Cesare Paciotti e Tommy Hilfiger, è stato stretto un accordo di partnership, che prevede la cura dello studio, dello sviluppo e dell’industrializzazione delle calzature: dallo schizzo, al prototipo, fino alla produzione, l’azienda garantisce tutto il supporto tecnico necessario, partendo dalla scelta dei materiali, dei volumi e delle forme compresa la realizzazione dei primi prototipi in 3D.

IN PUNTA DI INNOVAZIONE
Ancora oggi, un perno fondamentale attorno a cui si snoda la componente di eccellenza made in Italy de La Manuelita è la spinta continua all’innovazione. La capacità di stare al passo coi tempi è stata dimostrata, in primis, in una concreta azione di ammodernamento della struttura aziendale, che si presenta con un solido management a cui fanno capo le sue divisioni strategiche. Uno dei fiori all’occhiello è l’ufficio progettazione e modelleria, dove operano sette modellisti. Nello stesso tempo, l’impresa non ha smesso di investire nell’innovazione di prodotto e di processo, portata avanti in più di 40 anni attraverso la sperimentazione di tecnologie, materiali, lavorazioni e soluzioni all’avanguardia, che hanno costantemente reinterpretato il concetto del “fatto ad arte”. Tanto che, lo scorso anno, i fratelli Torresi hanno vinto il Premio Innovazione 2015, istituito da Confartigianato Imprese Macerata per essersi distinti nella ricerca di sistemi avanzati di ingegnerizzazione e automazione.
La Manuelita, infatti, in collaborazione con una serie di aziende, ciascuna specializzata nelle varie componenti, è riuscita per la prima volta a creare un impianto robotizzato adatto all’impiego nel reparto finissaggio delle calzature femminili di alta gamma. Il suo contributo è stato quello di fornire il know how per la risoluzione di tutte quelle problematiche relative alle operazioni che il macchinario doveva portare a termine, in funzione delle specificità del prodotto. Tale cella robotizzata, che è stata inserita in manovia, è attualmente in grado di eseguire in automatico quattro lavorazioni: la sgrossatura, la ribattitura, la cardatura e l’incollaggio. Altro tratto distintivo aziendale è l’esistenza di una seconda manovia dedicata esclusivamente alla campionatura e al “made to order” personalizzato, che garantisce un’attenta cura dei dettagli e una precisione regolare e strutturata.
Nel grande e moderno stabilimento di Grottazzolina, dunque, parlano di “Ri-Evoluzione” della calzatura, ovvero di una ridefinizione a 360 gradi dei concetti di ideazione, gestione e industrializzazione del settore di riferimento, tendenzialmente maturo e molto tradizionalista. Il punto di partenza è un approccio che integra saper fare artigianale e perfezione hi tech, apporto stilistico e rigore tecnologico, in quanto elementi trainanti non solo dei volumi d’affari aziendali, ma anche dell’intero segmento del mercato italiano. È guardando a tali obiettivi che, nel presente e soprattutto in vista di un futuro costellato da sfide di portata internazionale, La Manuelita punta a precorrere i tempi, portando a compimento un ripensamento complessivo dei propri processi aziendali e del suo ruolo innanzitutto nello scenario della Penisola. A partire, in prima battuta, da un cambiamento di tipo culturale che risiede in un’imprescindibile presa di coscienza: il successo del domani passa dalla capacità di leggere già oggi le tecnologie digitali come fonte di recupero di efficienza e di competitività.
A Grottazzolina, infatti, spiegano che è in definizione una “nuova” La Manuelita, esempio concreto di una “cross technology” in grado di abbinare sapere artigianale e conoscenze tecnologiche. Il tutto allo scopo di reinventare i processi di industrializzazione dell’ambito calzaturiero, anche sulla scia di sperimentazioni e utilizzi che avvengono in contesti differenti. Non è un caso che, a sostegno della sua visione e del desiderio di continuare a innovare, il management dell’eccellenza marchigiana ami ricordare il pensiero di un noto e illuminato statista dotato di carisma e lungimiranza: «Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta». Lo sosteneva Winston Churchill. Uno che, in quanto a spirito d’intraprendenza, tenacia e perseveranza, sapeva decisamente il fatto suo.