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E’ iniziata la stagione del golf. Il bel tempo finalmente sta avendo ragione di pioggia e freddo. Il periodo invernale, ormai alle spalle, è stato utile per mettere a punto lo swing, magari per dare un’occhiata alla condizione fisica, per i più fortunati per concedersi una fuga verso luoghi assolati, ma ora che arriva la bella stagione tutti possiamo organizzare le nostre partite con regolarità. Il golf è uno sport che può avere diversi significati: risulta ovviamente associato alla componente agonistica, con riferimento al lato tecnico (handicap, abilità e frequenza di gioco ecc.); ma è decisamente altrettanto collegato a quella relativa all’appartenenza a un club, con particolare attenzione alla vita di circolo, alle abitudini, agli amici, tutti elementi che, molto spesso, diventano il vero perché del nostro essere golfisti. E da questo può discendere anche il modo con cui impostare la stagione dal punto di vista agonistico, scegliendo o combinando 2 modalità. La prima è quella di chi sceglie di essere un socio assiduo frequentatore del circolo di cui si fa parte, godendone i servizi e partecipando alle iniziative e, di conseguenza, concentrando l’attività sportiva sul proprio campo e sul calendario gare proposto dal club. Oppure si può scegliere di essere un giocatore itinerante, interessato a conoscere situazioni e campi differenti, magari anche per non incorrere nel rischio della monotonia, di trovarsi più o meno sempre nelle stesse condizioni di gioco.

Viaggiare per circoli e campi è un buon antidoto contro questo rischio perché ogni volta si crea un’esperienza golfistica diversa; dal percorso, all’accoglienza nella struttura, ai compagni di gioco (oltre che fornire un’ottima scusa per gustare le specialità che molti ristoranti dei circoli sanno offrire!). Al rientro nel proprio club, si porta l’esperienza tecnica fatta e, molto spesso, si apprezzano maggiormente le caratteristiche del percorso “di casa”. L’alternativa, appunto, è quella se muoversi da soli e/o in gruppo, sia in relazione alle proprie attitudini e preferenze sia per le implicazioni logistiche e organizzative come ad esempio in merito alla facilità o meno di trovare tee-time insieme, di come e quando prenotare o scegliere le destinazioni. La strada del lupo solitario a volte può avere il suo fascino ma, altrettanto, il muoversi in compagnia presenta motivi di divertimento e utilità. Ovviamente, trovare tee time negli orari preferiti e giocare insieme non sempre è possibile ma, agendo con il giusto anticipo e con qualche accorgimento si possono organizzare giornate di golf “fuori porta” di grande piacere. Normalmente le prenotazioni per le gare sono aperte dalla settimana precedente; la disponibilità per il fuori gara, invece, dipende soprattutto dall’orario e dal fatto se il campo sia occupato per una gara: in questo caso, ovviamente, la stagione estiva, con più ore di luce si presta maggiormente a lasciare spazi anche nei week end, mentre nei giorni feriali si trova con facilità nel corso dell’intera annata. Per non incorrere in spiacevoli sorprese (giornata di chiusura, lavori di manutenzione che rendono non disponibile proprio il percorso che s’intendeva provare, gara infrasettimanale non prevista sul calendario ufficiale ecc.) è sempre buona norma, prima di mettersi in viaggio, verifi care con la segreteria del circolo di destinazione.

In ogni caso anche scegliere la gara alla quale iscriversi non è un gesto banale, considerando che noi Italiani siamo, almeno nel golf, molto competitivi. Difficilmente all’estero si trovano calendari di gare così fitti (non più solo nel weekend ma anche infrasettimanali) come nei nostri circoli. Nel proprio club, il programma su cui impostare la stagione può certamente alternare il gioco libero ad una selezione di gare individuando quelle legate a sponsor importanti o particolarmente simpatici e quelle di “tabellone” (che prevedono l’inserimento dei nomi dei vincitori nei tabelloni, appunto, affissi nei locali del circolo, motivo d’orgoglio per i golfisti); un posto speciale dovrebbe essere lasciato ai vari “Campionati Sociali”, singoli o a coppie, manifestazioni sempre caratterizzate da una sana e divertente competizione. Si tratta, tra l’altro, di incontri che nelle fasi finali sono giocati con la formula match play (scontri diretti e con il sistema “a buche”), molto particolare e impegnativa, che non trova facilmente altre occasioni per essere applicata e che vale decisamente la pena di essere provata.

Se è vero che questa “ipertrofia da gare” impegna molto i percorsi, lasciando poco spazio al gioco libero, è altrettanto corretto segnalare come i sempre più frequenti circuiti, organizzati su più tappe in una varietà di circoli e regioni, rappresentino un ottimo ausilio indicando, di fatto, gli itinerari e fornendo il calendario e le destinazioni da integrare con il programma di gioco del proprio campo. Questi circuiti fanno riferimento ad associazioni che a volte prendono spunto dal profilo e dal milieu professionale (ingegneri, manager, pubblicitari, imprenditori, tifosi di squadre, avvocati, dentisti, commercialisti ecc.) per aggregare coloro che, oltre al golf, scoprono di condividere altri interessi e/o passioni. In altri casi, si tratta di associazioni e iniziative turistiche/golfistiche che, proprio nella logica di diffondere la pra-tica di questo sport, di favorire la circolazione dei giocatori e di coinvolgere sponsor e realtà in vario modo interessati al mondo del golf, si propongono con programmi sempre più attraenti e completi. È facile reperire i riferimenti di questi circuiti sia direttamente dai calendari sportivi dei club, sia da internet e sui magazine di golf. Di norma, con cifre relativamente contenute (poche decine di euro), si può entrare a far parte di questi gruppi e associazioni beneficiando, spesso, di condizioni favorevoli per green fee e gare nonché di iniziative ed eventi collegati ad alcune delle tappe più importanti. Inoltre, frequentemente, questi circuiti allettano i giocatori con finali nazionali o internazionali che, se ce ne fosse bisogno, rendono la competizione ulteriormente avvincente.

Un altro modo per integrare il proprio programma sportivo, aggiungendo un’esperienza più spiccatamente agonistica e che fa assaporare lo spirito della competizione “seria”, è dato dalle competizioni d’interesse della Federazione: sul sito federgolf.it, nella sezione “gare e campionati”, sono riportate le manifestazioni patrocinate, appunto, dalla Fig, le gare ufficiali e quelle nazionali e internazionali che si svolgono in Italia. Unica limitazione, in questo caso, può essere data dall’handicap: essendo questi appuntamenti utili a determinare il ranking ufficiale dei giocatori, la partecipazione è sempre molto qualificata e, di conseguenza, il taglio (il limite di handicap per l’ammissione) a volte risulta piuttosto basso. È indubbio, però, che riuscire a giocare in questo genere di competizioni rappresenti un’occasione per fare un’esperienza decisamente piacevole e stimolante.
COURSE MANAGEMENT
Sin dalle prime uscite sul campo, impariamo a registrare le informazioni che potranno aiutare a migliorarci nel corso della stagione: numero di putt per giro, fairway presi, quante volte in rough, green in regulation, numero di drive in pista. I punti di forza e quelli da migliorare appariranno più chiari rendendo più semplice, più focalizzato e anche più divertente il lavoro in campo pratica!