Roberto Rusconi

Roberto Rusconi

Presidente, quali sono le caratteristiche che meglio descrivono il suo circolo?
È giusto ricordare che vantiamo una storia di oltre 50 anni. Siamo uno dei 12 golf club in Italia a disporre di 27 buche, capaci di soddisfare sia i giocatori che cercano la competizione, sia coloro che preferiscono il golf con meno tensione. I percorsi sono variamente impegnativi, in virtù del terreno ondulato e caratterizzato da una vegetazione rigogliosa e dalla presenza di alberi importanti. La manutenzione, grazie al clima che non fa mancare il giusto apporto idrico, è decisamente al centro della nostra azione per mettere a disposizione di soci e ospiti le migliori condizioni di gioco. In questo, il ruolo del nostro Achille Ripamonti, figura di grande competenza ed esperienza, è garanzia di risultato.

Che politica adottate rispetto ai soci, attuali e futuri?
La nostra è un’impostazione “da circolo”, di stampo anglosassone, in un certo senso non molto aperto verso l’esterno, con molta attenzione posta sui nostri soci, teso a preservare il valore dell’essere parte del club. Ciò non significa non apprezzare e accogliere con calore e ospitalità chi voglia venire a farci visita ma, ad esempio, sono solo cinque gli ingressi gara annui disponibili per gli esterni. Ma il mondo sta cambiando e con esso le abitudini: senza modificare l’impostazione di fondo (lo sport e l’etichetta al centro), la nostra azione è forte per cogliere l’evoluzione delle esigenze dei nostri soci, coccolandoli dove possibile, nelle normali attività ma anche con iniziative e nuovi servizi. Sul fronte economico, per favorire l’ampliamento della base abbiamo condizioni di associazione di maggior favore per i giovani e i famigliari dei soci. Non siamo, invece, per nulla d’accordo con le promozioni che hanno l’obiettivo di togliere iscritti ad altri circoli con offerte che riteniamo pericolose per il conto economico e poco rispettose degli altri soci.

QUATTRO TEMI CALDI
1. La gare, ca. 100 all’anno: un calendario importante per rispondere alla forte richiesta dei giocatori 2. Il settore giovanile, al centro del nostro lavoro: puntiamo molto sui giovani che vengono accompagnati nella crescita non solo sportiva
3. Il turismo, un elemento utile per lo sviluppo del golf: lavoriamo per valorizzare la combinazione con l’aeroporto di Orio 4. La tecnologia: siamo attivi per consentire ai soci una interazione con il circolo e le sue iniziative anche attraverso gli strumenti social

Quali sono i vostri “numeri”?
La crisi ha fatto sì che il golf perdesse alcuni iscritti. Anche noi, che contiamo circa 500 soci, negli ultimi dieci anni abbiamo perso il 15% della base. La nostra, come una vera azienda, è una gestione con obiettivi di equilibrio e autosufficienza. Una struttura composta da 20 dipendenti (il 48% del conto economico), con un fatturato di oltre 2 milioni di euro (15% green fee, 75% quote, 10% gare). Puntiamo a fare le cose bene, attenti a possibili sinergie ed efficienze, per esempio con accordi con altri circoli per quei macchinari che, utilizzati solo poche volte all’anno, pesano sul bilancio. Su questi temi un ruolo importante potrebbe averlo la Fig, fornendo i benchmark per la gestione ai club per valutare le scelte di spesa (ad es. sul costo per la manutenzione e le sue varie componenti).

Un vostro vantaggio?
Possiamo dire di essere agevolati da un punto di vista geografico, vista la collocazione nella provincia di Bergamo, in cui sono presenti golf club con un profilo diverso (nessun 18 buche) che contribuiscono a costruire il bacino di futuri soci che, una volta appassionatisi, trovano ne L’albenza un naturale punto di arrivo.