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Chi dice che il golf è uno sport costoso? In realtà, un po’ tutti. Ma è proprio così? Fortunatamente non è più vero che giocare a golf costi così tanto. Anche in Italia sta evolvendo e si sta sviluppando grazie ad alcuni cambiamenti strutturali, ai campioni e le loro imprese; ieri Costantino Rocca, oggi Edoardo e Francesco Molinari e il 17enne Matteo Manassero. Anche i loro successi hanno portato a un aumento straordinario dei cultori di questo sport: tra il 1998 e il 2009 i golfisti sono umentati, secondo i dati della Fig, dell’81,4% e oggi uno degli obiettivi di Federgolf (nel mondo ci sono oltre 60 milioni di giocatori) è quello di aumentare ancora il numero in modo da avere più voce in capitolo laddove si decidono gli investimenti per lo sviluppo e il sostegno dello sport in Italia. Ecco, quindi, il lancio d’iniziative promozionali da parte della Federazione e dei golf club, la disponibilità di attrezzature di vario livello, di strutture e formule come i “pay and play” e i campi pratica: tutti elementi che consentono di avvicinarsi a questo sport senza investire le cifre elevate di un tempo.

IL GOLF IN ITALIA
2009
Tesserati : 100.317
Campi : 269
Campi pratica : 109
Junior : 11.004
1999
Tesserati : 56.140
Campi : 211
Campi pratica : 47
Junior : 4.652
MIX
Uomini : 64% Donne : 25% Junior : 11%

Come iniziare
Il primo passo è dotarsi della tessera federale. Se il modo tradizionale per ottenerla rimane iscriversi a un circolo (su Federgolf.it ci sono tutti i riferimenti dei club delle regioni italiane), tra le priorità degli ultimi anni di Federgolf un ruolo centrale lo ha il “Tesseramento libero”, ovvero la possibilità per i neofiti di associarsi diventando titolari della tessera federale senza iscriversi a un club. A soli 75 euro per gli adulti e 20 euro per gli under 18 si ha la possibilità di accedere alle strutture per le lezioni, fare pratica e, un giorno, andare in campo provando il piacere di questo sport. La passione, che certamente contagerà il neo giocatore, lo indirizzerà nel suo successivo percorso.
Anche molti circoli per attrarre nuovi soci da anni adottano una “politica commerciale” basata non più (solo) su quote a fondo perso e azioni da acquistare, bensì proprio su un approccio “pay and play”, con quote annuali che danno diritto all’iscrizione al club e relativi servizi, limitando la spesa a cifre che spesso sono sui livelli di altri sport (tennis, palestre). Varie formule permettono poi di vivere il golf secondo tempi, modi e costi affini alle specifiche possibilità e preferenze (anche dilazionando il pagamento): per esempio si può essere “socio feriale” o golfista per la sola pratica, o ancora “acquistare” un limitato numero di accessi al campo (green fee) con tariffe ridotte rispetto all’iscrizione piena. Altra alternativa sono i “campi pratica”, strutture che, senza disporre di un vero percorso (molti non presentano neanche una buca, alcuni sono indoor), forniscono tutto il necessario (tra cui la tessera federale) per praticare, a costi dai 250-300 ai 600-800 euro annui. Nel tempo questi centri sono aumentati e migliorati garantendo non solo ottime condizioni per la pratica ma, spesso, anche club house con ristoranti e bar accoglienti per il pre e post golf.

I giovani
Tra i target di Federgolf certamente ci sono i giovani, la cui quota è di circa il 10% del totale praticanti. Siccome questo 10%, citando il Presidente della Fig, Franco Chimenti, in una recente intervista, «tra qualche anno sarà il 100%…», è evidente come sia strategico concentrare l’attenzione sui giovani ed il loro interesse per il golf: l’accordo con l’Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti) conferma lo sforzo per diffonderne la conoscenza e la pratica a partire dalla scuola, con corsi a condizioni facilitate per aiutare i più interessati a fare i primi passi. Anche i club riservano ottime proposte ai giovani, in relazione all’età, con iscrizioni gratuite o quote molto ridotte e sconti per le gare, e con la crescente importanza data ai “Club dei Giovani”: grazie a corsi dedicati e gestiti dai maestri, i ragazzi (dai bambini ai teen ager) hanno l’opportunità, divertendosi con i coetanei, di conoscere ed appassionarsi a questo sport.

Scegliere un set di “bastoni”
Partiamo dal fatto che si tratta di oggetti che durano anni (sono d’acciaio o grafite) che, di norma, non si rompono e che “invecchiano” soprattutto a causa della tecnologia che, migliorando la giocabilità dei nuovi modelli, può indurre il golfista a cambiarli. Ci sono soluzioni per ogni livello, tecnico ed economico. Lo sviluppo tecnologico fornisce, infatti, sia “attrezzi” più performanti e facili per chi per attitudine, età o frequenza di gioco non riesce a colpire con qualità e/o molta energia la pallina; sia prodotti per tutte le tasche. A proposito di ”cost saving”, una regola viene in aiuto al neofita: nella sacca possono esserci al massimo 14 bastoni. Quindi è inutile comprarne di più.
Inoltre non è obbligatorio iniziare con tutti e 14 ma, ad esempio, con un mezzo set composto dai “bastoni giusti”: un pitching wedge, un ferro 8, un 6, un legno 5, il putter. A volte il debutto è con l’attrezzatura, appena sostituita, di un amico o un fratello, di quel qualcuno che un giorno “ti tira dentro”, raccontandoti le sue ultime incredibili 18 buche! Può trattarsi, quindi, per chi non intenda investire di più, di un primo passo da 200/300 euro per un set di bastoni usati che, in mancanza di un amico o fratello, si trovano presso i negozi specializzati, i pro shop o sul web. Chi, invece, preferisce il nuovo può trovare ottime occasioni anche con le marche più conosciute dai 450/500 euro in su.

Comfort in campo
A parte le scarpe, necessarie quelle da golf per stabilità e comfort e per non danneggiare i green (se ne trovano da sotto i 100 euro; attenzione a scegliere il tipo giusto per la stagione), non viene chiesto nulla di specifico. Certo, l’abbigliamento deve essere consono ad un mondo che predilige misura, rispetto delle regole, dei compagni di gioco e dell’ambiente naturale in cui si esprime. Esclusi i jeans in denim (raramente accettati in campo), tutto ciò che serve sono una polo, un eventuale maglione (e giacca antipioggia), dei pantaloni. Ovviamente, anche il golf vive le trasformazioni stilistiche (da cui look femminili e maschili anche molto estrosi) e tecniche (materiali speciali per ogni componente dell’abbigliamento) proprie dei nostri tempi, ma è altrettanto vero che nulla di speciale è obbligatorio per un piacevole e appassionante giro di 18 buche.

Finalmente si gioca!
Si inizia con la pratica, tirare, cioè, tante palline per imparare ad essere pronti per entrare sul percorso. Attenzione, è inutile farlo senza la guida di un maestro: eh sì, perché il golf è uno sport splendido ma non facile, soprattutto se si tenta la via dell’autodidatta. Lo swing (il movimento che ci consente di caricare e rilasciare forza e velocità necessarie per far volare la pallina) non si impara da soli: c’è una dose di tecnica che solo un buon maestro è in grado di spiegare, dimostrare, insegnare. Possiamo scegliere lezioni individuali e non, con importi da 25 euro in su. E’ utile, perciò, rivolgersi ai maestri del proprio club (compresi i campi pratica) che, organizzati in scuole o individualmente, offrono la migliore soluzione per il singolo, la coppia, il gruppo di amici. A questo punto, ci siamo. Buon golf a tutti!