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L’ecologia, dalle parole greche oikos, ambiente, e logos, studio, è la scienza che analizza i rapporti tra gli esseri umani e l’ambiente. Come l’ecologia, anche il golf e il suo oikos, con il successo e il diffondersi della pratica di questa disciplina, si trovano sempre più al centro di discussioni e controversie. Se, da un lato, il golf porta i suoi protagonisti proprio a stretto contatto con la natura, dall’altro, per molti il problema ecologico è a prescindere: dalla realizzazione stessa, cioè, di un campo da golf, per poi continuare con la manutenzione e gli effetti di questa sull’ecosistema in cui il percorso si inserisce. Si tratta di un tema in cui si confrontano (e a volte scontrano) punti di vista per i quali non sempre si dispone di conoscenze o dati che consentano il formarsi di opinioni e valutazioni definitive. Una materia oggetto di studi e ricerche, ormai con apprezzabile continuità che portano però, ancora una volta, a risultati e conclusioni non univoci: per alcuni di questi studi i campi da golf possono fungere addirittura da corridoi ecologici, vere e proprie cerniere in grado di collegare aree di flora e fauna altrimenti destinate a depauperarsi ineluttabilmente, soprattutto a causa della crescente cementificazione. Per altri, il mix di sostanze in uso per la manutenzione e il fabbisogno di risorse idriche per irrigare un campo sono fattori sufficienti per tratteggiare un quadro di non sostenibilità per il golf e il suo oikos.

LE ATTIVITÀ DELLE ASSOCIAZIONI PER L’AMBIENTE SU TRE FRONTI
  • • Il Programma europeo nasce nel 1994, per opera dell’European Golf Association
  • • Impegnati nel verde, per iniziativa della Federazione italiana golf, integra un modello di costruzione e gestione dei percorsi nella logica della eco-sostenibilità e del risparmio energetico
  • • La Fig è partner ufficiale di Golf environment organization per la promozione della sostenibilità del golf e la diffusione della Certificazione ambientale Geo dei circoli italiani

LA VERITÀ È UNA QUESTIONE DI INTESE…

A determinare chi abbia ragione probabilmente non verrà in aiuto neanche il detto che la verità, come la virtù, sta nel mezzo: va però anche sottolineato che il mondo del golf, a ogni livello, tecnico e organizzativo, internazionale e italiano, da tempo ha intrapreso una seria linea di azione decisamente (più) green. L’obiettivo è molto preciso, ed è strettamente legato alla convinzione che qualsiasi attività (tra cui, quindi, anche il golf) oggi debba essere pensata e poi sviluppata in una prospettiva di sostenibilità. Il percorso di golf, con le necessarie valutazioni preventive alla costruzione e, poi, con una oculata e, laddove possibile, tecnologica gestione (vedi la tabella con le motivazioni per i riconoscimenti 2012 Inv ai golf club), può puntare addirittura a costituire un’occasione di riqualificazione del territorio, trait d’union tra aree naturali che, altrimenti, potrebbero a volte risultare insufficienti, per dimensioni o elementi di biodiversità, per rappresentare l’habitat corretto per varie specie animali e vegetali. Se dal punto di vista economico le valutazioni non possono che essere lasciate a chi veda l’opportunità nell’apertura di un nuovo percorso o nell’idea di rilanciarne uno già esistente, dal punto di vista ambientale, da tempo ormai, le istituzioni del golf, federazioni e organizzazioni sovranazionali, hanno decisamente preso l’iniziativa, tracciando le linee guida per la creazione e per la gestione e manutenzione di un campo da golf in una prospettiva di sostenibilità.

 

E sulla strada della ricerca della verità, a dimostrazione che cambiare la visione o l’idea sui concetti può essere non solo possibile ma anche foriero di positivi e utili effetti, si inserisce il Protocollo d’intesa siglato a febbraio di quest’anno dalla Federazione e dalle principali associazioni ambientaliste. Nel Protocollo (www.federgolf.it) sono previste iniziative da attuare individualmente e in modo congiunto da entrambe le parti per lo sviluppo del golf ecocompatibile. Viene ben tratteggiato il programma che vuole essere messo in atto attraverso i circoli, affinché questi siano attivi ai fini della salvaguardia dell’assetto idro-geologico del territorio, attenti agli aspetti paesaggistici, impegnati a ridurre l’uso dei fertilizzanti e delle risorse idriche ed energetiche in generale e nella tutela della biodiversità. Analogamente, a sottolineare che si tratta di una vera intesa, le stesse associazioni ambientaliste si sono tenute un ruolo attivo sia a livello istituzionale che sul territorio, come interlocutori attenti sia nei confronti delle strutture esistenti che di quelle in costruzione per garantirne le caratteristiche di eco-sostenibilità (i nuovi campi verranno sottoposti a “Valutazione ambientale strategica”).

QUESTE LE LINEE GUIDA

A conferma di quanto potrebbe essere superficiale giudicare negativamente l’impatto che il golf oggi esercita sull’ambiente, può essere illuminante soffermarsi sulle linee guida con cui la Fig analizza, valuta e, quindi, sancisce il profilo dei circoli dal punto di vista ecologico, per determinare l’assegnazione dei riconoscimenti ambientali: si tratta di criteri che, da un lato, sottolineano la varietà di aspetti che possono entrare in gioco trattando di eco-sostenibilità, dall’altro, che evidenziano il ruolo positivo che i club possono avere nei confronti dell’ambiente circostante. Il programma Impegnati nel verde (Inv) prevede precise categorie (Acqua, Biodiversità, Paesaggio, Energia, Rifiuti) su cui impostare il lavoro e l’attuazione di scelte e azioni da parte dei circoli al fine della sostenibilità considerando i nuovi campi da costruire (per limitare al minimo l’impatto determinato dal nuovo insediamento), e quelli già in funzione per i quali le attività sono relative alla manutenzione delle strutture esistenti con obiettivi quali il riciclo, la riduzione e il miglior utilizzo delle risorse naturali.

LA CERTIFICAZIONE AMBIENTALE EUROPEA GEO
«Un percorso di golf gestito secondo criteri di sostenibilità ambientale rappresenta un’oasi per l’incremento e la tutela della biodiversità e della funzionalità della rete ecologica, ha un ruolo di fascia tampone e fascia filtro nei confronti delle acque superficiali e sotterranee, consente la conservazione del patrimonio paesaggistico, fornisce preziosi spazi verdi ricreativi in contesti urbanizzati, consente il risparmio di risorse naturali ed economiche, crea occupazione nelle comunità locali. La certificazione ambientale Geo può essere considerata una sorta di bilancio ambientale per il golf».
www.golfenvironment.org