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Arriva dalla Commissione Europea la prima prima ricerca sulla percezione delle fake news e sulla loro fiducia nelle fonti dei media, che ha coinvolto oltre 26 mila cittadini all’interno dei 28 Paesi dell’Unione.

I risultati in Italia

Per quanto riguarda la Penisola, il 37% degli italiani intervistati dichiara di entrare in contatto con notizie false ogni giorno, il 31% almeno una volta alla settimana ma allo stesso tempo il 73% – in linea con la media europea – si dichiara in grado di identificarle. Davvero bassa, pari solo al 19%, la percentuale degli intervistati in Italia che dichiara di avere fiducia nelle news diffuse sui social network e sulle app di Messaggistica: è il terzo valore più basso tra i 28 Paesi dell'Unione.
Quasi unanime, invece, il consenso sulla rilevanza della questione: oltre il 90% degli abitanti dello Stivale intervistati ritiene che le fake news oggi rappresentino un problema e per l’85% sono nello specifico un rischio per la democrazia in generale (settimo dato assoluto).

I risultati a livello europeo

Guardando al panorama più ampio dei risultati a livello Ue, i punti di vista risultano abbastanza omogenei indipendentemente dall'età e dalla nazionalità degli intervistati. Di questi, oltre il 99%, quindi la quasi totalità, ha risposto di essersi dovuti confrontare con fake news e la maggioranza ha dichiarato che a diffonderle sono in massima parte social media, blog e giornali online. La percezione è che la diffusione delle "bufale" sui social sia resa più semplice dal fatto che queste facciano leva sul lato emozionale dei lettori (88%), siano disseminate per orientare il dibattito pubblico (84%) e siano concepite per ottenere ricavi (65%). Inoltre, gli intervistati sono convinti che vengano condivise senza un controllo preventivo (85%) o non siano verificate prima della pubblicazione (80%).
Come riconoscere le "bufale"? Per 90% dei partecipanti al sondaggio la soluzione sta nella comparazione tra diverse fonti.