Mediaset riparte da Amsterdam con Mfe

Pier Silvio Berlusconi, a.d. di Mediaset (©Mediaset)

Competere su un piano di parità in un settore sempre più dominato da imprese globali: è l’obiettivo alla base della nascita di Mfe- Media for Europe, holding olandese quotata a Milano e Madrid, la casa della televisione europea, composta da Mediaset Italia e Mediaset Espana. Dopo l’acquisizione di una quota in ProSiebenSat.1, questo è il nuovo step del gruppo Mediaset verso un progetto di un gruppo pan-europeo nel settore Media&Entertainment, che possa generare economie di scala e essere maggiormente competitivo, aumentando il raggio d’azione in Europa. Nessun cambiamento per quanto riguarda la residenza fiscale e le attività dei due gruppi: «La scelta dell’Olanda è puramente tecnica, le regole olandesi consentono, infatti, una governance in grado di favorire la stabilità della compagine azionaria, certezze gestionali e una maggiore flessibilità per perseguire opportunità di crescita e sviluppo», si legge nella nota del gruppo. L’operazione dovrebbe condurre a efficienze in termini di costi e risparmi previsti tra 100-110 milioni di euro entro il 2023, net present value di circa 800 milioni di euro, dividendi per 100 milioni e buy-back fino a 280 milioni. Mef controllerà da subito il 100% di Mediaset Spa e il 100% di Mediaset España e le sarà conferita anche la partecipazione del 9,6% in ProSiebenSat1. Si prevede che la fusione (e, quindi, l'operazione) abbia efficacia nel corso del quarto trimestre 2019.

I vantaggi

Secondo Mediaset, Mfe garantirà vantaggi in termini di economie di scala in settori chiave come audience/reach, creazione e distribuzione di contenuti, dati di profilazione, piattaforme AdTech, piattaforme ott (avod) e attrazione e acquisizione di talenti; nuove opportunità di business (tra cui la creazione di una production content house, sviluppo di motori di profilazione dati, Addressable tv, Digital audio, Dooh, Mobile proximity); offerta più ampia di contenuti e canali, una struttura organizzativa più snella ed efficiente e possibilità di maggiore potere contrattuale.

La governance

La holding adotterà il modello monistico e avrà un consiglio di amministrazione composto da 14 amministratori. Saranno amministratori esecutivi Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolò Querci, Stefano Sala e Paolo Vasile. Saranno amministratori non esecutivi Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri e Danilo Pellegrino. Marina Brogi, Consuelo Crespo Bofil, Francesca Mariotti, Borja Prado Eulate e Carlo Secchi sono gli amministratori non esecutivi indipendenti.