© Jewel Samad/ Afp/ Getty Images

In foto Jack Ma, il fondatore del colosso del retail cinese Alibaba , appena arrivato A Wall Street per la quotazione in borsa della sua "creatura". L'e-commerce cinese ha debuttato venerdì scorso al New York Stock Exchange  con un Ipo da record di 68 dollari ad azione.

© Jewel Samad/ Afp/ Getty Images

Ormai Internet e il commercio online sono realtà fondamentali con la quale le aziende sono chiamate a confrontarsi sempre più spesso. Un approccio intelligente e lungimirante alle nuove tecnologie può essere decisivo per la riuscita di un’impresa online. La Rete è piena di case history , storie di aziende che ce l’hanno fatta ad avviare attività commerciali online di successo. La più recente è quella di Alibaba, uno dei più grandi e-commerce cinesi fondato dall’imprenditore Jack Ma.

La storia di Alibaba può essere presa come spunto dalle aziende italiane che stanno cercando nuove opportunità in mercati in forte espansione come ad esempio quello cinese. La Cina, oltre a essere la nazione più popolosa al mondo, vanta più di 550 milioni di utenti online (uno su cinque a livello globale). Pertanto offre un mercato ricco di opportunità, ma con delle regole e logiche diverse da quelle del resto del mondo.

Per chi desidera avviare un e-commerce in Cina, Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai (società di servizi Cloud per l’erogazione di contenuti online e applicazioni business) elenca sette consigli per farcela:

1. L’importanza del mobile . Gli utenti finali sono molto esigenti: si aspettano che un’azienda sia disponibile 24 ore su 24 , tutti i giorni, non importa dove essi si trovino o come siano connessi a Internet. In Cina nelle aree molto popolose l’accesso a Internet avviene con il pc, con lo smartphone, via wifi o con il cavo. Nelle zone rurali, invece, vi si accede solo da dispositivo mobile.
Chi desidera avviare un e-commerce in questo Paese deve tenere conto di questo fattore, e includere strategie e piani per misurare e ottimizzare la disponibilità dei servizi via mobile.

2. Marketplace online. Diversamente dal mercato e-commerce americano, dove il 76% dei siti è gestito dall’azienda che fornisce quei prodotti, in Cina il 90% degli e-commerce è formato da aggregatori, dei “centri commerciali”online (come TiMall con 180 milioni di clienti e 200 mila brand). Gli imprenditori italiani, pertanto, devono sviluppare una piattaforma capace di integrarsi con altri siti del genere.

 3. Hosting & Performance del sito. Prima di avviare il proprio e-commerce si devono valutare alcuni dettagli tecnici che, se sottovalutati, possono compromettere il successo dell’attività. È importante, quindi, valutare ad esempio le criticità della performance del sito: immaginate un brand automotive di lusso che produce vetture capaci di passare da 0 a 100 kilometri orari in tre secondi le cui pagine web si caricano in più di 10 secondi. Che tipo di messaggio viene inviato a un prospect?

 4. Server & Content Delivery Network. Le società che stanno per entrare nel mercato cinese dovrebbero sapere che il Paese possiede un’infrastruttura Internet unica, con una base utenti mobile e dinamica, ciò può rappresentare un problema. Questa difficoltà può essere risolta contando su Content Delivery Network che facilitano le imprese a destreggiarsi tra le maglie regolatorie del governo cinese, assicurando le performance dei siti web ad alti livelli.
Per garantire una web experience al top per gli utenti cinesi, occorre anche avvalersi di Dns service e valutare le performance di altri servizi forniti da terzi, come ad esempio il pixel tracking, A/B testing, web analytics e mappe che, forniti dal di fuori della Cina, possono rallentare la velocità del sito web.

5. Lingua locale o inglese? La scelta della lingua per una piattaforma e-commerce dipende dal tipo di merce e dal target di consumatori a cui ci si rivolge: ad esempio i siti di hi-tech sono in inglese, mentre quelli che vendono beni di lusso sono nella lingua locale . In genere è meglio implementare il sito in doppia lingua inglese e cinese.

6. Logistica. Una delle chiavi di successo per l’e-commerce è in una buona strategia di distribuzione. Quando si spedisce la merce dall’Italia verso la Cina bisogna considerare alcuni aspetti: ad esempio i tempi di spedizione che possono essere variabili da un giorno a un massimo di tre. Inoltre bisogna ricordare che i centri nevralgici della distribuzione in Cina sono tre: Hong Kong, Shenzhen e Shanghai.
7. Investire in comunicazione. Implementare un’efficace strategia di comunicazione + fondamentale per entrare nel mercato e-commerce cinese. Senza investimenti in attività di brand awareness si rischia di essere sommersi nel mare magnum  della concorrenza cinese e di vanificare qualsiasi sforzo commerciale.
Per potenziare le vendite le aziende italiane dovranno sviluppare sofisticate strategie per raggiungere la loro audience. La Cina offre numerosi “spazi” pubblicitari in Rete: presentarsi con un sito web lento, o senza una strategia distributiva significa mandare a monte un lungo lavoro di pianificazione e di investimenti.