TikTok & Co.: la nuova frontiera social dei brand del lusso

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Da social più noti come Tik Tok e Twitch, che stanno spopolando anche in Europa, a meno conosciuti come Little Red Book, ma dall’enorme potenziale per chi guarda con interesse al mercato asiatico. Sono le nuove piattaforme digitali che i brand del settore del lusso dovranno iniziare a seguire con attenzione, se vorranno intercettare alcune categorie chiave di consumatori. Questi nuovi canali digitali sono alcuni dei 35 presi in esame a livello mondiale dalla seconda edizione dell’Altagamma Social Luxury Index, indagine realizzata da Accenture Interactive e incentrata sulle conversazioni spontanee online relative agli oltre 100 brand di Altagamma. 

Dallo studio emerge come nell’ultimo anno i brand abbiano rafforzato la loro presenza sui local social media come WeChat, Weibo e VK (passando dal 28% al 32%). La prossima frontiera è tuttavia rappresentata dai canali emergenti come TikTok, Douyin (versione cinese di Tik Tok) e Little Red Book dove i brand del lusso risultano ancora poco presenti, ma che sono fondamentali per intercettare alcune categorie chiave di consumatori, come i giovani asiatici. Si tratta di canali in rapida crescita in termini di utenti attivi. Molto popolari in Paesi come Cina e India stanno diventando sempre più rilevanti per le giovani generazioni. Tra il 2019 e il 2020 il numero dei download dell’app di TikTok ha registrato un aumento del 68% (arrivando a 315 milioni nel primo quarter del 2020) e un aumento del 60% degli utenti giornalieri nello stesso periodo. Il 41% degli utenti ha tra i 16 e 24 anni e il 70% ha meno di 35 anni.

L’app di Little Red Book ha registrato un aumento del 200% tra il 2018 e il 2019 e a luglio 2019 il numero di utenti registrati è arrivato a 300 milioni. L’86% degli utenti è rappresentato da donne e l’84% ha meno di 35 anni.

Twitch, altro canale emergente, ha già 15 milioni di utenti giornalieri, con 3,6 milioni di streamer mensili. Ha registrato un aumento delle visualizzazioni dall’8 al 21 marzo 2020 e un aumento del 66% delle visualizzazioni provenienti da utenti italiani a febbraio 2020. Il 68% degli utenti è rappresentato da Millennial, il 31% sono donne e il 57% del totale utenti proviene da mercati asiatici. 

In questo scenario il Made in Italy ha ancora un ampio potenziale da sviluppare. Nelle conversazioni il questo concetto – inteso non solo come denominazione d’origine dei prodotti, ma più in generale come universo dei valori propri dell’italianità – viene poco utilizzato, ma – si sottolinea nell’analisi – può essere un elemento di comunicazione che può rappresentare una leva di ingaggio molto potente nei confronti del nuovo consumatore, a vantaggio sia dei singoli brand che del Paese nel suo complesso.