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Con un valore di ben 247 miliardi di dollari. Apple sorpassa Google tornando a essere il marchio che vale di più al mondo. È quanto emerge dalla classifica BrandZ Top 100 Most Valuable Global Brands  appena pubblicata da Wpp e MillwardBrown. Nell’ultimo anno, grazie anche al lancio del nuovo iPhone 6 e iPhone 6 Plus (ancora più di Apple Watch) l’azienda di Cupertino è crescita del 67% rispetto allo scorso anno quando, in assenza di lanci significativi, Apple aveva ceduto il passo a Google.
La tecnologia continua a guidare la classifica. I brand del comparto tecnologico che rientrano nella Top 100 rappresentano quasi un terzo del valore complessivo (oltre 3.200 miliardi di dollari, in crescita del 14% rispetto allo scorso anno). Tecnologici anche i brand in testa alla speciale classifica che identifica i Top Risers (brand che hanno mostrato la crescita più alta anno su anno).

CHI CRESCE PIÙ IN FRETTA. Facebook è il Top Riser di questa decima edizione della classifica BrandZ Top 100; con un incremento del +99% e raggiungendo un valore di oltre 71 miliardi di dollari, il brand creato da Mark Zuckerberg passa dalla 21esima alla 12esima posizione. “Il successo di Facebook è frutto di una eccellente strategia di acquisizioni come Instagram e WhatsApp, e di una concreta ed efficace capacità di monetizzare le proprie tecnologie offrendo soluzioni e formati pubblicitari ottimizzati su target audience specifici”, ha commentato Roberto Rossi, Innovation Marketing Director, Millward Brown Italia.

I SETTORI
Retail. La tecnologia determina anche le evoluzioni del comparto retail, dove è l’e-commerce a trainare la crescita di valore dei brand con i retailer online che rappresentano oltre il 50% del valore complessivo dei Top 10 della categoria. Il leader cinese dell’e-commerce, Alibaba, è entrato nella classifica posizionandosi primo tra i brand della categoria, davanti ad Amazon e Walmart. Quest’ultimo, con i sui circa 11.000 punti vendita distribuiti in giro per il mondo, cede il passo ai due colossi dell’e-commerce che non guidano la categoria retail senza possedere alcun punto vendita fisico.

Lusso. Seppur l’Europa continua a dominare il settore del lusso con 8 brand sui Top 10 della categoria provenienti dal vecchio continente, il comparto mostra una riduzione nel valore complessivo dei suoi Top 10 (-6%) dopo la crescita registrata nel 2014 (+16% rispetto l’anno precedente). Dopo una significativa ripresa dalla crisi globale, il mondo del lusso affronta oggi una fase di assestamento anche dovuta ad un rallentamento dei volumi di vendita in Cina, Brasile e Russia, e a nuovi atteggiamenti di consumo legati all’affermarsi di valori come la sostenibilità e la responsabilità sociale – in particolare tra i Millenials. In questo contesto, brand che hanno proseguito nella strategia di affermazione della propria esclusività – dimostratasi vincente negli ultimi anni – hanno creato uno spazio per brand più accessibili come Michael Kors che hanno saputo intercettare una domanda più contemporanea.
Luis Vuitton mantiene la testa della classifica di categoria e mostra una crescita (+6%) insieme a Chanel (+15%).

Auto. I brand automotive si trovano oggi ad affrontare un paradosso: pur avendo a disposizione una offerta di prodotti con un livello di qualità mai registrato prima d’ora, è sempre più difficile differenziare il brand dalla concorrenza. Nuove motorizzazioni con sorprendenti prestazioni, tecnologie in grado di offrire soluzioni in ambito di sicurezza, entertainment e rispetto dell’ambiente. Tutto disponibile anche su un ampio range di livelli di prezzo. Riuscire a creare una percezione di distintività del proprio brand è la strada per creare affinità con il target e sviluppare propensione positiva nei confronti della marca. E la sfida è particolarmente rilevante in un momento in cui il concetto stesso di mobilità sta assumendo nuovi significati, intercettando nuovi trend sia a livello di prodotti/servizi, sia in termini valoriali.