In questo periodo parlare di investimenti sicuri potrebbe sembrare inappropriato e fuori moda. Con i tassi di interesse offerti dalle banche ai minimi, i risparmiatori sono stati costretti a trasformarsi in investitori e ad affidarsi alla Borsa. I mercati sono in uno stato di grazia da nove anni. Ma quanto durerà ancora? Quando si verificherà il prossimo storno? E che dimensioni avrà?

Investimenti sicuri: l’oro è il bene rifugio per eccellenza

Per chi diffidasse di questo tipo di investimenti in generale o temesse l’esplosione di una nuova bolla finanziaria, ci sono soluzioni intermedie tra gli scongiuri e i soldi sotto il materasso. Sono i cosiddetti beni rifugio, beni che, almeno in linea teorica, dovrebbero consentire un solido riparo ai nostri risparmi, difendendoli dall’inflazione che eroderebbe una somma tenuta ferma ma anche da eventuali tsunami sulle piazze finanziarie.

Un primo bene è l’oro. È un bene solido, tangibile, universalmente riconosciuto come oggetto di valore, non deperibile e soprattutto raro. Va detto che il suo valore è in perenne oscillazione ma va poi aggiunto che, in caso di tempeste sui mercati, il suo valore sale repentinamente. Quando azioni e obbligazioni diventano semplici pezzi di carta, buoni per soffiarcisi il naso, chi può si rifugia nell’oro e il valore di quest’ultimo schizza alle stelle. Quando si parla d’oro, è bene precisare che non ci si riferisce a gioielli e orologi ma a lingotti e monete.

Investimenti sicuri: un diamante è per sempre?

Un bene rifugio quasi insospettabile sono i diamanti. Da un po’ di tempo, le banche hanno cominciato a offrire questo tipo di acquisti ai propri clienti. Con l’oro, condividono alcune caratteristiche: sono oggetti preziosi e immediatamente riconoscibili come tali, sono solidi e tangibili, sono praticamente indistruttibili, per cui possono resistere anche a catastrofi e, infine, il loro valore negli anni è andato crescendo. Questo è successo anche perché il mercato dei diamanti è in mano a un ristretto gruppo di società potentissime che sanno agire di concerto per tenere alto il prezzo della propria merce.

Diversamente dall’oro, però, sono beni poco liquidi: è difficile, in caso di bisogno, trovare acquirenti e condurre in porto l’operazione. Tra l’altro, si pagano delle commissioni di intermediazione piuttosto onerose. Infine, ancor più dell’oro, di cui esistono diversi gradi di purezza, nel caso di queste pietre le variabili di valutazione sono molto di più: sono le famose quattro C, cioè clarity, carat, cut e color, ovvero limpidezza, carati, taglio e colore, quindi ogni diamante è una storia a sé, quanto a valore.

Un altro investimento sicuro: il ballo del mattone

Un bene rifugio intramontabile, poi, è il mattone: la casa è sempre stata forse l’investimento più sicuro. È un investimento che protegge dall’inflazione ma che permette addirittura margini di guadagno notevoli, se si ha occhio e si sceglie bene e si sa immaginare lo sviluppo della città in cui si compra. Una zona periferica oggi in 20 anni potrebbe rivalutarsi in maniera considerevole. Un’obiezione potrebbe essere che anche il mercato del mattone non si è dimostrato a prova di crisi. Vero, i prezzi hanno subito un crollo negli ultimi anni, ma la crisi appare superata. Inoltre, comprare una casa è un investimento che paga sotto molti punti di vista, non solo perché la si può vendere. La si può infatti anche affittare e il mercato degli affitti in questi anni è cresciuto e gli affitti sono aumentati, logica conseguenza del fatto che meno persone erano in grado di comprare casa ma che comunque avevano bisogno di un tetto.

A proposito di casa, esistono oggetti che vanno bene per arredarla ma che possono rivelarsi un investimento sicuro a prova di crisi finanziare: sono le opere d’arte. Si tratta di un mercato in cui non conta solo il senso degli affari ma anche quello estetico, mescolato spesso a una passione viscerale per certi autori e stili, e questa strana combinazione dà al mercato delle opere d’arte delle caratteristiche quasi uniche che lo distinguono dagli altri mercati e infatti il suo valore è andato crescendo e non ha risentito del tracollo del 2008. Giusto per fare un esempio, tra il 2000 e il 2017, il valore del mercato di arte contemporanea è aumentato del 1400%. Se 17 anni fa valeva 100 milioni di euro, secondo l’ultimo rapporto di Artprice ora vale addirittura un miliardo e 600 milioni di euro. 

Più in generale, sono un buon investimento tutti quei prodotti che hanno un mercato di amanti e/ collezionisti la cui passione non è soggetta a trend, mode o manie del momento e che possono spendere anche cifre considerevoli. Uno, per esempio, è quello del vino e un altro è quello delle auto d'epoca.