Investire in oro ha ancora senso? Dipende da cosa si cerca. Se si vogliono profitti sicuri, allora meglio lasciar perdere. Il mercato dell’oro è parecchio ballerino e il suo valore è in perenne oscillazioei, con improvvise salite e inaspettate discese verticali. Per esempio, il 26 dicembre 2012 un grammo d’oro valeva 40,75 euro, il che vuol dire che un chilo d’oro valeva quasi 41 mila euro. Un anno dopo, lo stesso grammo valeva molto meno, cioè 27,9 euro. Il 14 aprile di quest’anno era a quota 39 euro, mentre ieri era a 35,11.

Perché l’oro è considerato un bene rifugio

Come detto, non offre profitti sicuri ma è un investimento sicuro, non a caso infatti è considerato il bene rifugio per eccellenza. Cosa vuol dire? Molto semplicemente che a chi cerca profitti certi, una tenuta stabile, magari nel breve periodo, questo metallo non è proprio consigliabile. Per chi ha un orizzonte temporale più lungo, puntare sull’oro ha un senso.

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Soprattutto nei periodi di turbolenza sui mercati finanziari, l’oro tende ad apprezzarsi: è un bene tangibile, non evapora, nemmeno in caso di catastrofe finanziaria . Anzi, in quel caso i possessori di oro vedrebbero la loro ricchezza crescere in maniera impetuosa in pochissimo tempo. Può accadere anche il contrario, che movimenti sul fronte del metallo giallo possano far pensare a una crisi imminente: è successo, per esempio, quando un paio di anni fa si era diffusa la notizia secondo la quale la Germania aveva avviato la procedura per rimpatriare una parte delle sue riserve auree conservate negli Stati Uniti. In molti videro in quella decisione la prova che Berlino avesse cominciato a lavorare a un’uscita dall’euro.

Investire in oro: ma oro fisico oppure oro finanziario?

Come si fa a investire nell’oro? Innanzitutto bisogna decidere se si vuole investire in oro fisico o in oro finanziario. Il primo è quello materiale, nella forma di lingotti o di monete d’oro e non di anelli, orologi, orecchini ecc.. Per questi, ci sono le gioiellerie. Per monete e lingotti, invece, ci sono società apposite che effettuano questo tipo di vendite. Attenzione, però, il valore dell’investimento è legato al livello di purezza del metallo prezioso. L’oro più puro è quello la cui certificazione porta la dicitura 999,9 millesimi.

L’oro fisico ha un pregio importante: lo si può toccare e lo si può controllare. Certo, questo è fattibile quando si parla di parla di quantità piuttosto ridotte. Ma se il numero o il peso dei lingotti sale, si pongono una serie di problemi: dove conservarlo? Come proteggerlo? In questo senso, il cosiddetto oro finanziario, il cui possesso può essere meno rassicurante, da un punto di vista psicologico, pone però meno problemi logistici. Si tratta di contratti finanziari che consentono di effettuare operazioni sull’oro senza che ci sia possesso o scambio di oro fisico a monte. Molto utilizzati sono gli ETF, acronimo che sta per Exchange Traded Funds. Si tratta di fondi ai quali è consentito di investire tutto anche su una sola materia prima. Sono strumenti quotati che legano la loro performance all’andamento del valore del metallo prezioso.

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