Gli investimenti immobiliari sono stati a lungo una passione degli italiani. Anche in anni in cui tassi di interesse erano più che gratificanti, il mattone restava la stella polare di famiglie che, risparmio su risparmio, riuscivano a comprarsi un’altra casa, o altre case, da lasciare a figli, nipoti o semplicemente da vendere successivamente, certi che il valore dell’immobile sarebbe nel frattempo cresciuto.

Investimenti immobiliari: il ballo del mattone è finito?

Ed infatti per anni è stato così. Complice la crescita della popolazione, dei prezzi e dell’economia, a investire nel mattone non si sbagliava. Poi ci fu il collasso dei mercati finanziari nel 2007/2008 con effetti disastrosi sull’economia reale, e le cose cambiarono. Complice l’austerity, la pressione fiscale, un’economia stagnante, l’abbondanza di case messe in vendita da famiglie che hanno provato a usare l’immobile come un cuscinetto per attutire gli effetti della crisi ecc…il mercato immobiliare si è congelato.

Ha cominciato a dare segni di ripresa nel 2016 ma i prezzi hanno continuato  a mostrare un segno negativo. Secondo Idealista, a fronte di una ripresa del mercato immobiliare, nel 2017 si è registrata una contrazione dei prezzi medi pari al 4%. Comprare una casa non è più un’attività conveniente a prescindere: il trend demografico del Paese non dà motivi di credere che la domanda possa aumentare nei prossimi anni, in più bisogna considerare che le nuove tecnologie consentono di costruire abitazioni con un più basso consumo energetico e che questo tende ad abbassare ulteriormente il valore di quelle più vecchie.

Investimenti immobiliari: ci sono ancora affari da fare

Questo non vuol dire che si debba fuggire dal mercato immobiliare. Realizzare investimenti redditiz i è ancora possibile: è solo meno automatico. Serve una buona conoscenza della città o dell’area in cui si vuole investire, sapere quali aree sono destinate a essere riqualificate, in quali è in corso un processo di gentrification, quali saranno servite da nuove linee dei mezzi pubblici: quali sono le linee dell’espansione urbana, insomma.

Un’alternativa al mattone

Alternative ce ne sono, naturalmente, ma anche lì non mancano le incognite. Oro e diamanti sono due buoni beni rifugio, il primo in particolare, ma è vero che entrambi scontano una certa volatilità; a questo problema i diamanti aggiungono anche un problema di liquidità. Sono beni tangibili, duraturi e con un mercato che non c’è ragione di supporre possa venire meno ma difficili da trasformare in denaro sonante. Il settore delle opere d’arte è una soluzione da non scartare. Negli ultimi due decenni, questo mercato è cresciuto costantemente. Offre garanzie di stabilità e di buoni rendimenti.

C’è da dire, però, che oro, diamanti, petrolio ecc… hanno tutti un difetto rispetto al mattone: sono meno immediati. Cercare e comprare una casa, valutandone i pregi e i difetti e il potenziale di crescita del suo valore, è un’attività alla portata di tutti. Comprare oro, petrolio,diamanti o quadri, così come investire in titoli  legati a questi prodotti, comporta un grado di difficoltà in più e soprattutto la necessità di affidarsi a intermediari, il cui lavoro ha un costo, spesso nemmeno indifferente.