La flat tax è come la sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno la piglia

La flat tax è un po' come la sora Camilla. Ve la ricordate quella del detto popolare? Tutti la vogliono e nessuno la piglia. L'aliquota unica, o comunque una riduzione generalizzata delle tasse, è una battaglia ricorrente nel mondo, con tanti sostenitori ma pochidisposti poi ad approvarla. Anzi, nessuno.

Flat tax, tutti la vogliono e nessuno la piglia

La flat tax è il nuovo cavallo di battaglia del centrodestra (quasi) riunificato tra Forza Italia e Lega Nord, in vista della prossima tornata elettorale. In generale, la proposta è di ridurre a due o una sola le aliquote Irpef, smontando la progressività della tassazione. Il paravento è come sempre la riduzione dell'evasione, anche a costo di gravarepesantemente sui conti dello Stato. Sarebbe una rivoluzione, ben più ampia dell'aliquota forfettaria a 100 mila euro concessa ai ricchi stranieri per venire in Italia. Bisognerebbe ripensare i servizi, anche se gli italiani avrebbero più soldi in tasca. I casi di reale applicazione restano pochissimi e limitati ai Paesi dell'Est che effettivamente hanno messo in piedi un sistema fiscale "flat" (in Estonia al 21% ) al momento di abbandonare l'econimia comunista e pianificata.

Il caso Usa

Le proposte invece abbondano, soprattutto negli Usa. Qui la richiesta di un abbattimento delle tasse è sempre viva, anche se il ministro del Tesoro Steven Mnuchin è stato cauto: si può fare solo sei i vincoli di bilancio lo permetteranno. L'idea a stelle e strisce è di ridurre gli scaglioni di reddito da sette a cinque e tagliare l'aliquota più alta dal 39,6 al 35 per cento, sotto altre due aliquote al 20 e al 10 per cento.

I precedenti non fanno ben sperare: ci provò Milton Friedman con il presidente Ronald Regan, ma ottenne solo il taglio dell'aliquota massima con il celebre Tax Reform Act. Copione simile tra Alvin Rabushka e George W. Bush: anche lui si limit a limare ma persino George junior si limitò a limare l'aliquota più alta in vigore negli Usa al 35 per cento (poi riportata da Obama al 39,6% attuale).