L’export agroalimentare italiano raggiunge la quota record di 41,03 miliardi

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L’Italia continua la sua avanzata inarrestabile nel panorama enogastronomico mondiale. Anche nel 2017 l’export agroalimentare italiano, infatti, ha fatto registrare numeri da record, raggiungendo quota 41,03 miliardi di euro, pari a una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Lo rivela la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nel 2017. A trainare la crescita della cucina made in Italy nel mondo è il vino, che nel corso dello scorso anno ha fatto segnare un aumento del 7%, aggiudicandosi il primo posto fra i prodotti italiani più esportati, anche negli altri Paesi produttori con una forte vocazione enologica, come la Francia (+11%), gli Stati Uniti (+5%) e l’Australia (+12%). Seguono l’ortofrutta, i formaggi, i salumi e la birra: tutti hanno ottenuto ottime performance.

I principali mercati dell’export agroalimentare italiano

Ad apprezzare il cibo tricolore sono soprattutto i nostri “vicini di casa”. Quasi i due terzi dell’export agroalimentare italiano, infatti, riguardano i Paesi dell’Unione Europea, con Germania e Francia in testa. Al di fuori dei confini Ue, il principale mercato dell’italian food è rappresentato dagli Stati Uniti, seguiti dalla Cina, che in un solo anno ha aumentano del 17% le importazioni dei nostri prodotti. Dal colosso asiatico arrivano segnali incoraggianti anche sul fronte della pasta e del grano, in crescita del 14%: nel resto del mondo, invece, hanno fatto registrare un trend negativo (con cali del 3%).

Bene non solo l’export agroalimentare italiano

Bene non solo l’export agroalimentare italiano, ma anche quello europeo. Secondo il report della Commissione europea, infatti, nel 2017 le esportazioni dell’Ue in questo settore, complessivamente, hanno raggiunto un valore di 137,9 miliardi di euro, il 5,1% in più rispetto al 2016. In un anno, i prodotti europei hanno conquistato uno spazio maggiore in tutti i principali mercati di esportazione: Russia (+16%), Corea del Sud (+13%), Giappone (+ 11%), Hong Kong (+10%), Usa (+ 6%) e Cina (+ 5%). Anche in questo caso, merito soprattutto del vino. Ancora una volta, invece, male il grano e gli altri cereali, con un calo rispettivamente di -1,5 miliardi di euro (-27,5%) e -256 milioni di euro (-13,5%). Cresciute anche le importazioni, ma a un ritmo più lento, tanto che il guadagno netto è comunque di 20,5 miliardi di euro.