Lamborghini, in Italia e nel mondo, rappresenta uno dei brand più prestigiosi del settore automobilistico di lusso. È simbolo di velocità, design futuristico e potenza. Tuttavia, non tutti conoscono le origini di un’azienda che ha cominciato con la produzione di trattori per gestire meglio i campi agricoli.
Il passaggio da un target a un altro, così diversi fra loro dimostra come ai vertici ci sia sempre stata una grande visione imprenditoriale e di insieme, che non disdegna il cambiamento e la trasformazione, anche quando questi sono una sfida senza garanzia di riuscita.
La visione avanguardistica di Ferruccio Lamborghini
Per comprendere il motivo per cui gli inizi dell’azienda nascano in mezzo alle zolle di terra, è necessario conoscere le origini di Ferruccio Lamborghini, il suo fondatore. Classe 1916, veniva da una famiglia di agricoltori. Tuttavia la sua più grande passione erano i motori e la meccanica, che è diventata concreta durante la seconda guerra mondiale. È stato in questo periodo che ha lavorato come meccanico per l’Aeronautica Militare Italiana e ha capito di voler produrre trattori accessibili a tutti.
Una trentina di anni dopo, nel 1948, ha fondato la Lamborghini Trattori, un’azienda che trasformava i vecchi mezzi militari in macchine agricole. In poco tempo l’affidabilità e la qualità gli ha permesso di crescere e di diventare una delle principali realtà del settore in Italia.
Ma come è avvenuto il salto che ha portato a creare auto sportive? È stata sempre la passione il motore di tutto, ma anche il denaro. Negli anni Cinquanta e Sessanta, infatti, Ferruccio Lamborghini è diventato uno degli uomini più ricchi d’Italia e i suoi sogni hanno visto opportunità concrete sulle quali poggiare.
Dopo avere acquistato vari modelli Ferrari, ma non ottenendo la qualità e il comfort che cercava alla guida, è andato a protestare direttamente da Enzo Ferrari, che non l’ha presa bene. “Tu pensi di saper guidare le mie auto, ma sei solo un costruttore di trattori”, è stata la replica alle sue critiche ed è stata anche la molla che ha fatto scattare lo spirito imprenditoriale e competitivo.
Dai trattori alle auto sportive
Nel 1963 è stata fondata la Automobili Lamborghini, con sede a Sant’Agata Bolognese, nel cuore della Motor Valley emiliana. L’obiettivo era molto ambizioso: Ferruccio voleva costruire l’auto sportiva perfetta, superiore alle Ferrari in termini di prestazioni, affidabilità e comodità.
Il primo modello Lamborghini – un prototipo – è stata la 350 GTV, seguita dalla 350 GT che invece è stata prodotta in serie a partire dal 1964. Dal design elegante e le restazioni potenti, è stata valutata positivamente dagli addetti ai lavori e dal target di riferimento.
Tuttavia, il salto di qualità è stato raggiunto due anni dopo con la Miura. Progettata da una squadra di ingegneri giovani e talentuosi, e disegnata da Marcello Gandini per Bertone, questo modello aveva tutte le carte in regola per essere rivoluzionario. Montava un motore V12 in posizione centrale posteriore, le sue linee sensuali, unite a prestazioni incredibili, la hanno resa la prima vera supercar della storia automobilistica.
La sperimentazione è sempre stata il faro guida di Lamborghini che, negli anni Settanta, ha lanciato la Countach. La si riconosceva al primo sguardo, grazie alle linee spigolose e le portiere che si aprivano a forbice, con un movimento verticale che ricordava le auto del futuro. È stata un modello di riferimento per molto tempo.
Lamborghini, crisi economica e cambi al vertice
Le idee, però, hanno presto dovuto fare i conti con alcune difficoltà economiche dettate dalla crisi petrolifera e dalla diminuzione della domanda di auto sportive di grossa cilindrata. Ecco allora che, nel 1974, Ferruccio Lamborghini ha ceduto le sue quote e si è ritirato.
Sono stati anni in cui la proprietà è cambiata molte volte. Prima l’azienda è stata guidata da imprenditori svizzeri, poi è passata al gruppo Chrysler. È stata gestita da realtà indonesiane, prima di finire sotto la direzione di Audi, nel 1998. Questa scelta è coincisa con l’inizio di una rinascita. L’azienda del gruppo Volkswagen ha infatti puntato tutto sulla ricerca, la qualità e la produzione. Così, in poco tempo, Lamborghini è tornata a farsi apprezzare a livello internazionale.
L’era Murciélago, Gallardo e lo sguardo all’estero
Sotto la guida di Audi, Lamborghini ha dato vita a modelli che avrebbero ridisegnato il brand nel XXI secolo. La Murciélago, lanciata nel 2001, è stata la prima supercar della nuova era, con un V12 aggiornato e un design aggressivo. Due anni dopo è arrivata la Gallardo, una vettura più piccola e accessibile, ma con prestazioni davvero notevoli. Con oltre 14 mila unità vendute, è diventata la più richiesta della storia dell’azienda, almeno sino a quel momento.
L’attenzione all’artigianalità e alle alte prestazioni, unita alla tecnologia tedesca e a uno stile assolutamente personale ha permesso l’azienda di arrivare dove è oggi. Pur non di meno, ci sono stati altri step significativi che meritano di essere citati.
Nel 2011 la Aventador ha preso il posto della Murciélago. Con un nuovo V12 da 700 CV, rappresentava il vertice dell’ingegneria Lamborghini. Tre anni dopo è poi arrivata la Huracán, erede della Gallardo, con un V10 aspirato e un design affilato e mozzafiato.
Ma è stato nel 2018, con l’immissione nel mercato del primo Suv, la Urus, che l’azienda ha fatto un vero salto di qualità. Dopo le critiche iniziali, infatti, il successo è stato senza precedenti, con vendite da record e la conquista di una fetta di clienti decisamente più ampia. Una strategia, questa, che ha permesso di consolidarsi nel mercato delle auto di lusso.
Guardo al futuro e alle auto elettriche
Come tutte le grandi case automobilistiche, anche Lamborghini da qualche anno guarda al futuro. Quindi, non ha potuto fare a meno di sondare il mercato dell’elettrico. È per questo che, nel 2021, Lamborghini ha annunciato un piano ambizioso dal nome Direzione Cor Tauri. Nei piani c’è una elettrificazione graduale dell’intera gamma di prodotti da concludere entro il 2025. Tutti i modelli saranno ibridi plug-in, ma per potere ammirare la prima auto completamente elettrica bisogna aspettare il 2030.
Intanto l’azienda ha pensato ad alcune soluzioni in edizione limitata. Fra queste ci sono la Sián FKP 37, la prima vettura ibrida con supercondensatori, e la Revuelto, l’erede della Aventador, presentata nel 2023 con una combinazione di V12 e motori elettrici.
Insomma, la storia di Lamborghini è una delle più affascinanti del settore automobilistico. Fra audacia imprenditoriale, crisi superate e innovazioni costanti, ha dimostrato che quando c’è la volontà nessun competitor è insuperabile, nemmeno un nome del calibro di Enzo Ferrari. Con lo sguardo sempre rivolto al futuro, l’azienda continua a ridefinire il concetto di auto sportiva, senza mai dimenticare la tradizione e le sue origini.
© Riproduzione riservata