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Attualità

Il supercomputer italiano che prevede le epidemie

Il progetto di Leonardo in collaborazione con Dompé Farmaceutici punta a rivoluzionare la sanità

Le più recenti tecnologie hardware e software, oltre 100 unità di supercalcolo in grado di sprigionare una potenza di elaborazione complessiva superiore a 5 petaflop (5 milioni di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo). È il biglietto da visita di davinci-1, il cervellone installato da Leonardo nella Torre Fiumara di Genova e già inserito tra i primi 100 supercomputer al mondo.

Questa eccellenza tutta italiana è alla base di un progetto rivoluzionario presentato dalla principale azienda industriale del nostro Paese insieme a Dompé Farmaceutici, che hanno siglato un accordo per realizzare il primo nucleo di infrastruttura nazionale di sicurezza sanitaria digitale con architettura cloud.

L’infrastruttura, già operativa, fa affidamento sulla biblioteca molecolare Exscalate di Dompé (realizzata anche con il contributo del Politecnico di Milano e già al lavoro per trovare farmaci anti Covid-19) e sta lavorando per mettere a disposizione di università, centri di ricerca e ospedali uno strumento di diagnosi rapida e a basso costo. I dati raccolti dall’infrastruttura sanitaria, anonimi e protetti dai più elevati standard di sicurezza, vengono così messi a disposizione, ad esempio, per simulare gli effetti di un farmaco su una patologia ma anche in chiave predittiva circa l’evoluzione epidemiologica di specifiche malattie, elemento essenziale in caso di un’emergenza sanitaria come un’epidemia.

In ambito di sicurezza nazionale l’infrastruttura può garantire l’individuazione di una risposta efficace in tempi rapidi anche in occasione di aggressioni biologiche. Ma non finisce qui. In una seconda fase – che prevede la disponibilità delle strutture sanitarie e di ricerca a condividere i propri dati – il sistema potrebbe addirittura fare previsioni circa l’impatto epidemiologico di specifiche patologie in specifiche aree (intercettando, ad esempio, focolai di diabete prima della fase acuta), sviluppando misure di medicina personalizzata e di prevenzione, con forti risparmi per il sistema sanitario nazionale.

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