Golpe alle Maldive? Si dimette il presidente Nasheed

Il passo indietro dopo le violenti rivolte che hanno coinvolto la capitale

Forti tensioni e violente proteste hanno costretto il presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, alle dimissioni. La situazione sarebbe degenerata nelle prime ore del mattino a Malè, capitale dell’arcipelago a sud dell’India: dall’opposizione guidata dal partito dell’ex dittatore Maumoon Abdul Gayoom, uscito di scena nel 2008 dopo 30 anni di regime, sarebbe arrivato un appello alla popolazione per rovesciare il presidente. Secondo il sito Minivan news, gruppi di oppositori e poliziotti hanno cominciato a riunirsi a Malè verso la mezzanotte. Intorno alle 8 del mattino 4-500 persone, tra cui diversi poliziotti, hanno assaltato il quartier generale dell’esercito in piazza della Repubblica; i soldati hanno resistito con gas lacrimogeni, ma intorno alle 11 gli aggressori hanno preso in mano il controllo della situazione e diversi reparti della polizia hanno occupato la televisione di Stato, mentre la sede del partito Democratico delle Maldive, fondato da Nasheed, è stata data alle fiamme. Nel primo pomeriggio l’annuncio ufficiale delle dimissioni da parte del presidente: “Non sono una persona che vuole governare con il potere. Penso che se il governo fosse rimasto avrebbe dovuto usare la forza e fare del male a molti cittadini”. Al posto di Nasheed il vice presidente Waheed Hassan. Comunicazioni dalla FarnesinaSITUAZIONE POCO CHIARA. Se non si tratta di un colpo di Stato, poco ci manca. Fonti vicine all’ormai ex presidente Nasheed hanno parlato di un “golpe dell’ex regime”, anche se i militari lo hanno escluso: “Non è un colpo di stato, nel modo più assoluto”, ha affermato il portavoce Abdul Raheem Abdul Latif, ammettendo tuttavia che l’esercito ha “consigliato” al presidente di dimettersi.I MOTIVI. L’ex capo dello Stato, salito al potere nel 2008, era sotto enorme pressione fin dalla metà di gennaio dopo l’arresto di un famoso giudice Abdulla Mohamed, che aveva ordinato il rilascio di un dissidente politico. Secondo l’agenzia Ansa, la rivolta di oggi ha mostrato il volto nascosto delle Maldive celato dietro gli atolli corallini e invisibile alle centinaia di migliaia di turisti stranieri che ogni anno affollano l’arcipelago a sud dell’India. È quello dell’alta disoccupazione giovanile, della tossicodipendenza dilagante, di una “talebanizzazione” che avanza e che si insinua nelle lotte per il potere e, da ultimo, anche del declino dell’industria turistica colpita dalla recessione europea. FONDAMENTALISMO ISLAMICO. Mentre fino a pochi anni fa sembrava che l’inabissamento degli atolli, causato dal cambiamento climatico, fosse il problema più allarmante, da alcuni mesi l’emergenza è diventata la nuova ondata di fondamentalismo islamico unita alla crisi economica. Per anni l’ex presidente Gayoom ha propagandato l’idea di una “nazione al 100 per cento sunnita” e questo trend non è cambiato neppure quando nel 2008 è salito al potere il rivale Nasheed. Mentre nella ristretta cerchia dei 45 atolli, dove sorgono i resort riservati a turisti stranieri, si beve alcol e si prende il sole in bikini, nel resto dell’arcipelago aumenta l’uso del burqa. La pressione degli islamici aveva costretto lo scorso gennaio il governo a chiudere brevemente le spa, accusate di favorire la prostituzione. Poi hanno fatto marcia indietro. Il turismo è la vera gallina dalle uova d’oro e contribuisce a un terzo del Pil e al 90% delle entrate fiscali del Paese.

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