Camminando sulle acque con Christo, sul Lago d’Iseo

Christo torna in Italia con una nuova spettacolare installazione, trionfo d’ingegno e tecnologia, che promette di attirare migliaia di turisti pronti ad attraversare il Lago d’Iseo a piedi. Mentre una mostra celebra le sue opere rivoluzionarie in coppia con Jeanne Claude

Dei loro monumentali interventi d’arte ambientale, in Italia non se ne vedevano da quarant’anni. Per la precisione, da quando nell’autunno del 1970 avvolsero in centinaia di metri di tessuto, il monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo e quello a Leonardo Da Vinci in piazza della Scala, a Milano.Ora Christo e Jeanne Claude rimettono piede nel Belpaese, e lo fanno con un doppio, imperdibile, progetto artistico. Dal 7 aprile al 18 settembre 2016 l’appuntamento è al Museo Santa Giulia di Brescia con la mostra Christo e Jeanne-Claude. Water Projects, curata dal signore della curatela italiana di stampo internazionale, Germano Celant, e prodotta in collaborazione con l’artista, il suo studio con base a Manhattan e la Cvj Corporation, la società con sedi in tutto il mondo – in Italia è a Milano – che si occupa di vendere opere e bozzetti dell’artista allo scopo di finanziarne i progetti. Attraverso un allestimento di 2 mila metri quadrati, l’esposizione illustrerà, per la prima volta in assoluto, l’intera cronologia dei progetti legati all’acqua dagli anni ’60 a oggi – realizzati o ancora in via di realizzazione –– dalla coppia più cool del movimento della Land Art: lei, nata a Casablanca e scomparsa nel 2009, all’età di 74 anni; lui, classe 1935, firma tuttora col nome della coppia i progetti ideati assieme.

Passo a due

Mari, laghi, oceani e fiumi di tutti i continenti: in mostra oltre 150 pezzi – divisi tra studi, bozzetti, disegni e collage originali – affiancati alla documentazione fotografica, ai filmati e ai modelli in scala di sette progetti che hanno visto la luce o, al contrario, la cui realizzazione è ancora in corso dopo decenni. Dalle celeberrime Surranded Islands, il gruppo di undici isole circondate di tessuto rosa fucsia nei pressi di Miami, in Florida, all’“impacchettamento” del Pont Neuf parigino con plastica e corde: l’intento è quello di mostrare, contestualizzandole anche dal punto di vista storico, sociale e politico, le fasi progettuali di tali interventi. Per alcuni dei quali, dalla fase creativa a quella di realizzazione vera e propria, ci vollero decine di anni e a volte l’insediamento di amministrazioni e governi favorevoli.Una sezione informativa e interattiva, con tanto di foto, video e live streaming postate dall’artista e dagli utenti spettatori, aprirà a giugno e sarà invece dedicata alla documentazione della costruzione “in progress” di un intervento d’arte ambientale attualmente in corso… nel Nord Italia. La mostra, che già di per sé potrebbe costituire un evento memorabile, è solo l’antipasto sorto come conseguenza dell’intervento monumentale The Floating Piers, che avrà luogo sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo. Appuntamento dal 18 giugno al 3 luglio per l’attesissimo ritorno del duo artistico in Italia dopo 40 anni.

Colorare sull’acqua

L’opera consentirà al pubblico di passeggiare sulle sponde e sulle acque del Sebino, attraverso una passerella di 5,5 km (di cui tre galleggianti sull’acqua e 2,5 sulla terra ferma) che collegherà la località di Sulzano a Monte Isola – la più grande isola lacustre d’Europa – all’isolotto di San Paolo. Dopo due anni di progettazioni e test di fattibilità, e 15 milioni di euro interamente sborsati dalla Cvj Corporation, grazie alla vendita dei bozzetti preparatori, il progetto sarà realizzato con 70 mila metri quadrati di scintillante tessuto arancione, adagiato su una sequenza modulare di pontili galleggianti di larghezza pari a 16 metri, costruiti con 200 mila cubi di polietilene ad alta densità e altrettante viti giganti (queste ultime prodotte da un’azienda italiana, costo 5 milioni di euro). Non basta? Aggiungiamo 160 ancoraggi da 5 tonnellate l’uno, che stazioneranno sul fondo del lago dopo essere stati sganciati da enormi palloni rossi grazie a una recentissima tecnologia proveniente direttamente dai mari del Nord. I migliori ingegneri, le più recenti tecnologie e squadre specializzate da ogni dove: tutto è concesso a colui che forza persino la lenta burocrazia italiana, e scardina – con una buona ragione, questo è ovvio – limiti e regolamenti. Come quelli della navigazione del lago, che verrà deviata per 15 giorni.

Del resto, da quando nell’aprile 2015 la notizia di un suo intervento è trapelata, le metafore bibliche da parte della stampa locale non sono mancate: «Christo cammina sull’acqua», «Christo moltiplica i turisti sul Lago d’Iseo». Ne sono stimati circa mezzo milione in arrivo. E in un certo senso, Christo, l’uomo dei miracoli lo è per davvero, dal momento che si parla di un indotto difficile da stimare, ma certo di enorme rilevanza per ciascuno dei 16 Paesi rivieraschi di entrambe le sponde del lago – quella bergamasca e quella bresciana – che hanno registrato prenotazioni da sold out nei settori alberghiero, della ristorazione e dei trasporti.Infine, in un’Italia che è ancora in balia di una disoccupazione giovanile da far rabbrividire al solo pensiero di un futuro degno di essere definito tale, l’artista bulgaro, naturalizzato statunitense, è stato in grado di creare 600 posti di lavoro, di cui almeno 150 destinati a mansioni di sicurezza, salvataggio e guardia dell’installazione lacustre che rimarrà calcabile 24 ore su 24. «Gli operatori verranno distribuiti su quattro turni e ognuno avrà diritto a un pasto», fa sapere l’artista, «mentre a tutti coloro che sperimenteranno l’installazione verrà donato un campione di tessuto, in ricordo dell’esperienza».

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