La Germania guarda al futuro e pensa a una paghetta previdenziale da 10 euro al mese per i ragazzi dai sei ai 18 anni di età. Una cifra che andrà a sommarsi alla pensione. Si tratta di un cambio di rotta culturale e di mutare un sistema vecchio di un secolo.
Si chiama Frühstart Rente, tradotto vuol dire “pensione a inizio anticipato”. Un piano che partirà dal primo gennaio prossimo. Il denaro dovrà essere investito in un fondo di risparmio azionario vincolato fino all’età della pensione, ha spiegato il segretario generale della Cdu Carsten Linnemann. Dopodiché i ragazzi “potranno continuare a risparmiare privatamente e avranno così un extra da mettere da parte fino alla pensione”, ha specificato.
I dettagli del progetto tedesco
Il ministro degli Affari sociali Bärbel Bas intende presentare il disegno di legge in autunno, solo allora si saprà se dovranno essere genitori ad aprire il conto o se lo farà lo Stato in autonomia. Si aspetta anche di sapere se e quanto il denaro verrà tassato.
Il progetto è un cambio di passo. “La sicurezza del futuro non può più poggiare soltanto sulle spalle dello Stato, ma anche sull’iniziativa dei cittadini”, ha specificato Friedrich Merz, esortando i giovani a non fare affidamento esclusivamente sulle pensioni pubbliche.
In Germania, la paghetta previdenziale da 10 euro al mese rappresenta una lezione di vita: “I bambini devono imparare che la costanza nell’accantonare anche somme minime può fare la differenza”, ha aggiunto il cancelliere tedesco.
Meno entusiasti si dimostrano i sindacati, che definiscono l’iniziativa “lontana dalla realtà e pericolosa”. Si tratterebbe di un investimento da un miliardo che, però, secondo i rappresentanti dei lavoratori dovrebbe andare a rendere più solido un sistema pensionistico presenta lacune a livello strutturale.
L’IW, Istituto economico di Colonia, ha previsto che, entro il 2036, 19,5 milioni di baby boomer andranno in pensione, mentre solo 12,5 milioni di giovani tedeschi entreranno nel mercato del lavoro. Nel 2040, 100 lavoratori sosterranno 41 pensionati, mentre oggi sono 30. Tuttavia, già adesso è un sistema pesante e difficilmenre sostenibile.
L’anno scorso, circa un quarto del bilancio federale – pari a 117 miliardi di euro – è stato destinato a colmare le mancanze previdenziali. Se le politiche attuali non cambiano, questo onere è destinato ad aumentare ancora di più, come messo nero su bianco lo scorso anno dalla Corte dei conti federale.
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