Oltre 6.400 dirigenti bancari vedranno aumentare significativamente la propria retribuzione grazie all’intesa raggiunta tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le sigle sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. Il nuovo contratto prevede un aumento del 31% dello stipendio minimo, che passa da 65 mila a 85 mila euro annui.
Dal 1° agosto 2025 scatterà una prima tranche di 15.000 euro, portando il minimo salariale a 80.000 euro. La restante quota di 5.000 euro sarà riconosciuta a partire da gennaio 2026.
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Più tutele per malattia, maternità e disabilità
L’accordo introduce importanti novità anche sul fronte dei diritti e delle tutele. Il contratto dei dirigenti viene allineato a quello dei quadri e delle aree professionali su vari aspetti chiave. In particolare, si vede il riconoscimento del trattamento economico in caso di gravidanza a rischio; è previsto l’aumento del 50% del periodo di comporto per chi ha una disabilità riconosciuta; viene estesa a 24 mesi l’aspettativa non retribuita per malattie oncologiche o di pari gravità.
Uno dei punti centrali dell’intesa è l’attenzione alla formazione professionale, considerata fondamentale in una fase di profonda trasformazione del settore. Le banche ricorreranno in misura crescente al fondo paritetico interprofessionale Fondir, per garantire ai dirigenti strumenti aggiornati e competenze adeguate.
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