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Mutui, primo calo dei tassi in due anni

L’inflazione continua sulla strada di una graduale riduzione, mentre i prezzi rallentano la loro crescita, soprattutto grazie all’andamento dei beni energetici

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Arriva il primo calo dei tassi dei mutui dopo due anni di rialzi. A dicembre 2023 il tasso sui nuovi mutui erogati dalle banche alle famiglie italiane si è ridotto al 4,42%, dal 4,50% di novembre che era invece un mese in aumento. Lo dice l’Abi nel suo Rapporto mensile.

Prosegue, infanto, la fase di flessione dell’inflazione, scesa a dicembre a +0,6% da +11,6% dello stesso mese del 2022. Nella media 2023, come riportato dall’Istat, i prezzi risultano accresciuti del 5,7%, in rallentamento rispetto all’8,1% sull’anno precedente. L’andamento risente principalmente del venir meno delle tensioni sui prezzi dei beni energetici che registrano un +1,2% rispetto al +50,9% del 2022.

I prezzi nel comparto alimentare evidenziano, invece, un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante la tendenza in attenuazione nel secondo semestre. Nel 2023, la crescita dei prezzi al netto delle componenti volatili e dell’inflazione di fondo è pari a +5,1% (da +3,8% del 2022) e il trascinamento dell’inflazione sul 2024 è pari a +0,1%.

Si stima che nel mese di dicembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,7% del mese precedente).

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,4% anche a causa di fattori stagionali), dei beni alimentari non lavorati (+0,7%) e dei beni non durevoli (+0,5%); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici, sia regolamentati (-3,2%) sia non regolamentati (-2,1%).

Nel 2023 l’impatto dell’inflazione, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa (+6,5%; +5,7% per quelle con maggiore capacità di spesa).