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Salvatore Ferragamo: l’utile netto sale a 62 milioni (+85%)

Annunciati i risultati del primo semestre 2022 per il gruppo della Maison fiorentina. Vendite in calo solo nell’area Asia-Pacifico, in aumento gli investimenti

Ricavi in crescita del 20,3% per il Gruppo Salvatore Ferragamo. La società ha chiuso il primo semestre 2022 con ricavi pari a 630 milioni di euro e un utile netto di 62 milioni, in crescita dell’85% rispetto allo stesso periodo del 2021. In aumento anche l’EbitDa (180 milioni di euro, +24,4) e la posizione finanziaria netta con una liquidità che sale da 205 a 309 milioni di euro.

“Siamo soddisfatti della continua crescita dei ricavi e della redditività raggiunta nel secondo trimestre, nonostante il perdurare dell’impatto della pandemia in Cina”, ha dichiarato Marco Gobbetti, amministratore delegato e direttore generale di Salvatore Ferragamo. Tutte le altre aree geografiche hanno mostrato performance positive. Abbiamo compiuto eccellenti progressi sulle nostre priorità strategiche e nella seconda parte dell’anno, come pianificato, accelereremo i nostri investimenti volti a rafforzare i mezzi e le aree geografiche a sostegno dei nostri piani di crescita, rimanendo comunque consapevoli riguardo al volatile e complesso contesto macroeconomico. La nostra partnership con Farfetch, recentemente annunciata, ci offre la possibilità di far leva su capacità tecniche e raggiungere un pubblico target per alimentare la nostra ambizione di crescita nel digitale”.

Tutte le principali categorie di prodotto hanno registrato un significativo incremento del fatturato rispetto al primo semestre 2021, con le calzature e la pelletteria che rappresentano l’87% delle vendite nette totali del semestre. A livello geografico, come accennato da Gobbetti, solo l’area Asia-Pacifico – a eccezione del Giappone – ha registrato vendite nette in calo del’1,5% (-7,8% a cambi costanti); un dato che il gruppo afferma essere dovuto principalmente agli effetti derivanti dalla recrudescenza della pandemia di Covid-19, in particolare in Cina.

Nei primi sei mesi dell’anno sono aumentati di 5 milioni anche gli investimenti – ora a 18 milioni di euro – in seguito principalmente del rinnovamento del network distributivo e di investimenti nel canale digitale.

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