Iliad volta pagina: niente accordo con Tim

Archiviato il progetto di fusione, il gruppo francese guarda ora alla partita Sfr sul mercato domestico

Iliad volta pagina: niente accordo con Tim© Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images

Tramonta (definitivamente ?) il progetto di fusione tra Tim e Iliad. A sancire la fine dei colloqui è stato Thomas Reynaud, Ceo del gruppo francese, che ha dichiarato pubblicamente come i contatti con l’operatore di telecomunicazioni italiano siano terminati all’inizio di aprile e non riprenderanno.

L’annuncio ha avuto un effetto immediato sul titolo Tim, che ha perso l’8,79% in Borsa. Un tonfo che, almeno per il momento, cancella i rialzi accumulati nei mesi scorsi grazie alle speculazioni sul consolidamento nel settore tlc.

Tim-Iliad, matrimonio mancato

Le trattative tra i due gruppi, iniziate lo scorso febbraio, miravano a una fusione che avrebbe permesso a Iliad di entrare in Telecom con una quota attorno al 35%, in cambio del conferimento delle attività italiane. L’obiettivo era la governance operativa di Tim, con Iliad pronta a proporre un nuovo Ceo. Ma il piano si è arenato su due nodi irrisolti: la valutazione delle società e la governance futura.

Secondo le indiscrezioni, Iliad avrebbe valutato se stessa otto volte il proprio Ebitda, mentre Tim si sarebbe fermata a quattro volte il margine operativo lordo. Uno squilibrio giudicato inaccettabile dagli azionisti italiani, in primis Poste Italiane, che nel frattempo è salita nel capitale della società acquistando il 15% da Vivendi, diventando così il primo azionista singolo.

Niente consolidamento, resta la sfida a quattro

Il Ceo Reynaud è stato chiaro: “Le prospettive di consolidamento in Italia sono alle nostre spalle”. Il mercato italiano resta quindi popolato da quattro operatori – Tim, Vodafone-Fastweb, Iliad e WindTre -, in uno scenario altamente competitivo e con margini sempre più compressi. Una situazione che rischia di penalizzare la redditività e gli investimenti nel settore.

Il Ceo di Tim, Pietro Labriola, ha già indicato una possibile alternativa alla fusione: lavorare su accordi di network sharing, cioè la condivisione delle reti mobili, per ridurre i costi senza dover necessariamente passare da operazioni di M&A.

Iliad guarda alla Francia: focus sul dossier Sfr

La strategia di Iliad sembra ora orientarsi sul mercato domestico, dove si apre il dossier Sfr, controllata dal gruppo indebitato Altice di Patrick Drahi. L’ipotesi sul tavolo è uno spezzatino delle attività francesi, che potrebbe coinvolgere anche Orange e Bouygues. Iliad, secondo gli analisti, sarebbe pronta a investire 8 miliardi per rilevare il 40% di Sfr, evitando l’ingresso di nuovi operatori sul mercato.

In questo scenario, le attività italiane di Iliad potrebbero finire sul mercato a condizioni più favorevoli. Si tornerebbe così a parlare di una fusione, magari con WindTre, che presenterebbe minori ostacoli antitrust. Un’eventuale riduzione del numero di operatori sul mercato italiano potrebbe, secondo gli analisti, favorire indirettamente anche Tim.

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