Ue pronta a eliminare i dazi Usa in cambio dello sconto sulle auto

La proposta della Commissione europea punta a ottenere la riduzione delle tariffe americane sull'industria automotive, ma pesa il mancato incasso per le casse Ue

Ue pronta a eliminare i dazi Usa in cambio dello sconto sulle auto© Photo by David Hecker/Getty Images)

La Commissione europea ha presentato una proposta legislativa per eliminare i dazi su tutti i prodotti industriali provenienti dagli Stati Uniti e su una serie di prodotti agroalimentari. L’obiettivo è ottenere dalla Casa Bianca la riduzione delle tariffe sull’import di auto europee, secondo l’accordo raggiunto a fine luglio in Scozia e formalizzato il 21 agosto.

Washington si è impegnata a tagliare i dazi sulle auto e sui componenti dal 27,5% al 15%, con effetto retroattivo a partire dal 1° agosto. Secondo Bruxelles, questo abbattimento delle tariffe potrebbe evitare oltre 500 milioni di euro in dazi solo nel mese di agosto, favorendo la competitività dell’industria automobilistica europea.

Così l’Europa rinuncia a 4,9 miliardi l’anno

Le concessioni europee agli Stati Uniti avranno però un costo elevato: la cancellazione dei dazi comporterà un mancato incasso annuale di circa 4,9 miliardi di euro, di cui 4,6 miliardi legati ai beni industriali. Circa 3,6 miliardi di questa somma sarebbero stati destinati al bilancio dell’Unione, il resto ai bilanci nazionali.

I prodotti industriali statunitensi che beneficeranno del dazio zero includono auto, macchinari, componenti, carta, cartone, cuoio, ceramica, legno e pasta di legno. Sono invece previste quote agevolate per prodotti agroalimentari come latticini, frutta, verdura, carne di maiale e bisonte, frutti di mare, cereali e semi di soia. Restano esclusi manzo, pollame, riso ed etanolo, considerati sensibili per il mercato Ue. Viene invece prorogato e ampliato lo stop ai dazi sull’aragosta, incluso il prodotto lavorato.

L’intesa al vaglio di Consiglio e Parlamento Ue

La proposta della Commissione dovrà ora essere approvata dal Consiglio Ue (con maggioranza qualificata) e dal Parlamento europeo (maggioranza semplice). Se nei governi nazionali l’iter appare in discesa, a Strasburgo crescono i dubbi sull’effettiva convenienza dell’intesa.

Il presidente della commissione Commercio Internazionale, Bernd Lange, ha convocato una riunione straordinaria per approfondire l’accordo. Tra le criticità segnalate dagli eurodeputati ci sono l’assenza di un calendario dettagliato, la mancata inclusione di vino e alcolici, e la necessità di chiarire il legame tra le concessioni europee e le eventuali violazioni dell’accordo da parte degli Usa.

Sconti sui dazi, ma non sul digitale

Parallelamente, restano le tensioni sui temi digitali. Il 26 agosto, Donald Trump è tornato a criticare le regole europee su hi-tech e intelligenza artificiale, accusandole di discriminare le aziende americane. Minaccia di introdurre nuovi dazi o restrizioni sull’export tecnologico. Un paradosso, considerando che l’intesa di luglio prevede anche l’acquisto da parte della Ue di 40 miliardi di dollari di semiconduttori americani.

La Commissione ha replicato in modo misurato, rivendicando il diritto degli Stati membri di regolamentare il digitale secondo i propri valori democratici. Ma il confronto con Washington su questi temi è tutt’altro che chiuso.

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