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Imprese, banche e sindacati alla politica: bisogna cambiare

Straordinaria iniziativa delle più grandi sigle italiane che chiedono alla politica una “discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita”. All’ultimo momento si dissocia solo la Uil

A lanciare l’iniziativa sarebbero stati il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari ,e quello di Confindustria, Emma Marcegaglia che in un colloquio telefonico in mattinata avrebbero gettato le basi del comunicato. Ma in poche ore il messaggio è stato sottoposto (e condiviso) da tutte le sigle, non solo di banche e imprese, ma anche dei sindacati. Tutti insieme per una ‘grande alleanza’ che rivoluzioni lo status quo italiano. “Responsabilità e discontinuità”, chiedono a gran voce le più grandi sigle italiane in un comunicato inviato in serata dal quale, solo all’ultimo momento, si dissocia la Uil (“comunicato in stile doroteo, non possiamo riconoscerci”, dirà il segretario Luigi Angeletti). Non si parla direttamente di governo, di maggioranza o opposizione, si definisce solo la situazione attuale in cui “il mercato non sembra riconoscere la solidità dei fondamentali dell’Italia”. Da qui l’allarme di tutto il mondo economico, imprenditoriale e sindacale: serve una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti e una discontinuità “capace di realizzare un progetto di crescita del Paese in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione”. Serve quindi un Patto per la crescita “che coinvolga tutte le parti sociali”.

Il comunicato congiunto delle più grandi sigle italiane alla politica – Leggi