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Fisco, nel 2015 contenziosi pendenti per 34 miliardi di euro

Mattarella e Cavallaro auspicano una riforma della giustizia tributaria

Nel 2015 i rapporti tra i cittadini italiani e il fisco non sono stati particolarmente felici. Sono infatti pari ad almeno 34 miliardi le contenzioni pendenti fra i contribuenti e l’erario, come emerso dal dato messo in evidenza da Mario Cavallaro, presidente della Corte di giustizia tributaria, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

I DATI. Al 31 dicembre 2015 i casi pendenti erano pari a 538.191. Quelli aperti nell’anno appena trascorso sono stati 261.186, di cui 191.244 nel grado provinciale (per un totale di 22 miliardi di euro) e 69.942 in quello regionale (12 miliardi), con un aumento del 5%, in controtendenza rispetto al 2014, che aveva registrato il calo delle cause. Sono stati risolti, invece, 302.777 casi, mentre al 31 dicembre rimangono in esame ben 538.191 procedimenti (393.627 nel grado provinciale e 144.564 in quello regionale), per i quali Cavallaro promette la risoluzione entro tre anni. Riguardo ai motivi del contendere, presentati nel 30% dei casi ai tribunali locali, sono in un caso di cinque legati alle tasse sulle abitazioni. Il 70% degli italiani che “litigano” con il Fisco lo fanno a proposito delle tasse versate alle Stato, specie per Irpef, Irap e Uva. Frequenti anche i ricorsi relativi alle imposte su proprietà immobiliari, rifiuti e automobili.

RIFORMARE LA GIUSTIZIA TRIBUTARIA. In merito alla situazione vigente, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato come la giustizia tributaria sia uno fra i temi centrali nel corretto legame tra i cittadini e le istituzioni: «Il rapporto tra fisco, cittadini e soggetti economici richiede al giudice tributario competenze e professionalità sempre più accentuate e sono certo che il Consiglio continuerà a vigilare sulla professionalità dei giudici». Diventerà necessaria, dunque, una riforma della giurisdizione tributaria, in modo da garantire l’equità e il funzionamento di un sistema che tratta con una materia altamente specializzata e delicata: secondo Mario Cavallaro tale cambiamento dovrà andare anche in direzione di maggiori tutele e riconoscimenti in favore dei giudici tributari, specie visti i numerosi e dolorosi casi di condotte criminose da parte di magistrati corrotti che adombra la reputazione dei colleghi.