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Droga e prostituzione alleviano il debito pubblico

Il ricalcolo dei dati dello scorso anno riporta il rapporto deficit/pil sotto il 3%. Cresce la speranza di poter evitare manovre di fine anno

Aveva suscitato ironie e polemiche – ed era valso anche un Ig Nobel all’Istat – ma l’adozione del nuovo sistema dei conti (Sec2010) porta i primi sorrisi all’Italia. Con l’inserimento di droga e prostituzione nel calcolo del pil 2013 (ma anche lo spostamento delle spese per Ricerca & sviluppo tra gli investimenti), il rapporto col deficit migliora di 0,2% e scende al 2,8%. Cala anche il rapporto debito/pil fino al 127,9% (era al 132,6%).

La speranza ora è che i nuovi conti possano evitare il ricorso a manovre correttive per il 2014. Il pil del 2013 è salito di 59 miliardi (+3,8%) a 1.618,9 miliardi.

Tra le novità, c’è anche quella che permette di non far più incidere le operazioni in derivati sull’indebitamento netto: solo questo ha tolto 3,2 miliardi di debito dai calcoli dello scorso anno.

Con l’ammissione di alcun imposte (come la A3 nella bolletta elettrica), sono salite anche le entrate: «Tali modifiche hanno concorso all’aumento complessivo delle imposte per un ammontare pari a 9 miliardi nel 2011, 14,8 miliardi nel 2012 e 15,6 miliardi nel 2013, bilanciato da un corrispondente aumento delle altre uscite correnti», spiega l’Istat.

La pressione fiscale è scesa al 43,3%, ma il calo della domanda è stato comunque netto: -2,3% dei consumi nazionali, – 5,4% degli investimenti fissi lordi. Le esportazioni registrano +0,6%, le importazioni -2,7%.

A livello settoriale, il pil è cresciuto solo nell’agricoltura: +0,6%. Cali invece del 3% nell’industria, del 5,8% nelle costruzioni e dell’1,2% nei servizi.

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