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Bancarotta per Detroit, debiti per oltre 18 miliardi

La crisi del mercato immobiliare e automobilistico, il calo della popolazione e l’elevata spesa pubblica hanno contribuito a un fallimento che non ha eguali negli Stati Uniti

Anche il commissariamento, chiesto a inizio 2013, non è servito: la città di Detroit, capitale economica del Michigan nonché sede di General Motors, Ford e Chrysler, ha dichiarato bancarotta. Il commissario straordinario ha chiesto al giudice federale di liquidare gli asset della metropoli per pagare i creditori. La città, i cui debiti oscillano tra i 18 e i 20 miliardi di dollari, ha collezionato un primato poco invidiabile: si tratta della richiesta di fallimento più elevata mai presentata da una città Usa.Detroit, 11esima città degli Stati Uniti, da anni era alle prese con il dissesto finanziario e continue richieste di prestiti. Alla base della bancarotta ci sarebbe il calo della popolazione e la corruzione politica: la drastica riduzione delle entrate contributive, infatti, non è stata compensata da un netto taglio della spesa pubblica. A influire anche la crisi del mercato immobiliare e automobilistico, che solo adesso in America stanno avendo una ripresa.

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Secondo un'indagine del 2011 Detroit ha perso in 10 anni circa il 25% della sua popolazione