Vino: sei etichette italiane da non perdere

Brunello di Montalcino - Biondi Santi Riserva 2011 

550 euro
L’icona della tradizione della toscanità e del sangiovese in purezza resta sempre Biondi Santi, che con una delle ultime annate (forse l’ultima riserva fatta da Franco Biondi Santi in persona) ci regala una meraviglia di vino cangiante e intenso, dal naso bellissimo e arioso, amarene, succo di ribes, melograno, rosa thea, affresco classico, rigoroso e ampio con riserva di freschezza, gentile ma forte, deciso e fresco con estrama finezza di tannino, piccolissimo e graffi ante che si scioglie in sapidità, maestoso e che cresce nel bicchiere a ogni minuto. 

Masseto 2014 IGT Toscana - Tenuta dell’Ornellaia

650 euro
 Il Merlot in purezza che ha cambiato la Toscana del vino moderno proviene da una collina nell’immediato entroterra bolgherese, caratterizzata da un terroir speciale, che permette a un vitigno noto (in Italia) per vini facili, beverini e con minori ambizioni di assurgere a tutt’altra considerazione. Neanche 30 mila bottiglie l’anno per un nettare che, dal 1987, anno dopo anno conquista i palati di mezzo mondo. La “versione” 2014 non fa eccezione, anzi, dato il clima particolare di quell’anno, più freddo e composto del solito, ha tutt’altro brio e freschezza e delizierebbe anche i suoi detrattori, che lo vedono sempre troppo concentrato e ricco per essere godibile.

Amarone della Valpolicella - Allegrini Riserva Fieramonte 2011

230 euro
Il Fieramonte è vino con un’anima di elevata collina (400 mt slm), da cui si gode un panorama da dipinto rinascimentale, in una vigna che saluta il sorgere del sole. Dopo una lunga assenza che durava dal 1985, Franco, Marilisa con la figlia Caterina, e Silvia Allegrini ne hanno annunciato il ritorno. Nel bicchiere ha ciliegie croccanti e giuggiole sotto spirito, fava di cacao, erbe balsamiche, ginepro e chiodi di garofano, mentre in bocca ha sorso di sorprendente vitalità: bocca estrattiva ma senza sovrastrutture, pieno e secco con un graffio di freschezza dato dall’acidità che lo rende equilibrato, coinvolgente e di aristocratica eleganza.

Barbaresco Sorì Tildin - 2014, Gaja, Piemonte

450 euro
Può un Barbaresco assurgere al ruolo di grande vino piemontese di riferimento mettendo in riga molti Barolo? Sì, se lo fa Angelo Gaja, monumento vivente della rinascita del vino italiano con la sua famiglia che ha sempre fornito, soprattutto all’estero, la spina dorsale sulla quale la nostra produzione ha saputo costruire la sua attuale reputazione. Le sue uve nebbiolo dei cru di Barbaresco rimangono sempre scolpite nella pietra, e questo Sorì Tildini mostra un sorso vivido, ampio e mai soffocato dal legno, con un pulsare continuo di note fruttate e balsamiche. Se anche da giovanissimo colpisce per la sua ricchezza e misura, chissà che meraviglie sarà capace di sviluppare in bottiglia nei prossimi decenni.

Roberto Conterno - Barolo Riserva Monfortino 2010

1.100 euro
Un vino la cui storia inizia nel 1924, con poche bottiglie clandestine ormai divenute un miraggio per collezionisti. Questa 2010 pare in grado di sorpassare addirittura il mito della 1996 e della 1961, due annate fin’oggi ritenute imperdibili. Un vino all’altezza della sua fama, con la ricetta di sempre: nebbiolo 100%, soprattutto della varietà Lampia, botti grandi di rovere, macerazioni lunghe, anche più di un mese, e uscita sul mercato dopo sette/otto anni d’invecchiamento. Sprigiona profumi di rosa, incenso, lamponi, menta e continua per minuti ad agitarsi in bocca e nel bicchiere, rivelando torrenti di gusto e incisività per il suo tannino sontuoso, che ha ovviamente bisogno di tempo per esprimersi al meglio, ma che già oggi mostra meraviglie a chi sa apprezzarlo.

Amarone della Valpolicella - Vigneto di Monte Lodoletta 2011, Romano Dal Forno

280 euro
Il decano della Valpolicella ci ha abituati a prestazioni eccezionali e l’annata 2011 permette a questo vino abituée delle zone alte delle classifiche mondiali di prezzo e rarità, di sfondare nuove vette di piacevolezza e godimento. Naso complesso quasi indefinibile tanto è avvolgente e maestoso, tra frutto nero intenso, balsamico e fumè, rosmarino, amarene, cacao e bocca infinita che regala brividi di piacere caldo ed emozionante, ma sempre teso e serrato grazie al tannino che regge il sorso e l’estratto imponente di un vino sempre in grado di lasciare a bocca aperta, ma quest’anno forse ancora di più.