Quota 100 e reddito di cittadinanza sono legge. Sì del Senato

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Quota 100 e reddito di cittadinanza sono ufficialmente legge. Con 150 sì e 107 no, infatti, ieri il Senato ha dato il via libera alla conversione in legge del cosiddetto “decretone” che introduce le due misure simbolo del governo M5s e Lega. Dopo un lungo e tortuoso percorso in Parlamento, il braccio di ferro con Bruxelles e diverse revisioni, dunque, finalmente si è giunti a un accordo. La principale novità prevista dall’ultimo restyling, approvato il 20 marzo dalla Camera e ieri dal Senato, è l’introduzione del salario minimo di 858 euro al mese per le offerte di lavoro che sarà obbligatorio accettare per non perdere il sussidio: se la retribuzione è sotto questa soglia i beneficiari del reddito non saranno obbligati ad accettare l’impiego. Ma non è la sola. Ecco alcune delle principali.

Sostegno extra per famiglie con disabili

Le famiglie numerose con disabili potranno ricevere fino a 50 euro in più al mese. Inoltre, potranno richiedere la pensione di cittadinanza anche se composte esclusivamente da un componente di età pari o superiore a 67 anni e da una o più persone in condizione di disabilità grave o non autosufficienza. Infine, sia per la pensione sia per il reddito, la soglia per l’accesso relativa al patrimonio mobiliare per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza si innalza da 5.000 a 7.500 euro.

Stretta sui “furbetti”

Per evitare finti divorzi, la legge prevede che nel caso di separazioni o divorzi avvenuti dopo l’1 settembre 2019, per poter ottenere il reddito di cittadinanza, serva un apposito verbale della polizia locale che certifichi il cambio di residenza. Stretta anche per i genitori single. Per accedere al reddito, in presenza di figli minori, ai fini del calcolo Isee si considera parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente o non sposato. Fanno eccezioni i casi in cui: uno dei due genitori sia coniugato con persona diversa dall’altro genitore, abbia figli con un’altra persona, non sia più in possesso della potestà, ci sia un assegno di mantenimento, risulti accertato in sede giurisdizionale o dai servizi sociali l’estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

Estesa a tutti la possibilità di riscatto agevolato della laurea

Per quanto riguarda quota 100, una delle principali novità riguarda la possibilità di riscatto agevolato della laurea per tutti. È saltato, dunque, il tetto dei 45 anni previsto inizialmente. In pratica, chiunque potrà riscattare nel triennio 2019-2021, in tutto o in parte, per massimo cinque anni, anche non continuativi, i periodi non coperti da contribuzione, ma solo per gli anni di corso dal 1996 in poi. La misura è legata alla pace contributiva che viene estesa per 10 anni: si potrà saldare quanto dovuto in 120 rate mensili, invece delle 60 attuali.  

Le altre novità

Ma le novità non finiscono qui. Per quanto riguarda quota 100, sale a 45mila euro il tetto entro il quale potrà essere chiesto dai dipendenti pubblici l’anticipo alle banche del Tfs. Diverse misure previste dal decreto puntano ad agevolare in diversi comparti pubblici, come la sanità, la copertura dei posti di chi andrà in pensione anticipata. Nei futuri concorsi della scuola avranno precedenza i docenti che hanno maturato più esperienza. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, si segnala l’obbligo per i beneficiari della pensione di prestare servizi utili per la collettività nel Comune per un minimo di 8 a un massimo di 16 ore settimanale; la possibilità di ricevere la pensione in contanti; gli incentivi per le imprese che assumono beneficiari; l’istituzione della figura del vicepresidente dell’Inps non prevista finora.