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Sono almeno tre gli orologi che un uomo di stile dovrebbe possedere secondo Franco Cologni, ex presidente esecutivo della gioielleria e orologeria di Richemont (il più noto e importante gruppo del settore) e persona di cultura a 360 gradi: uno sobrio da giorno, uno sportivo per il tempo libero e uno elegante da sera. Tutti di qualità – che per Cologni significa made in Switzerland con poche eccezioni – anche se non necessariamente d’oro, soprattutto quando ciò che conta è la performance. Eppure dai commenti degli appassionati che affollano i forum sull’orologeria, quando si confrontano su modelli e novità, si deduce che ne possiedono da due a dieci. E chi ne ha 20 ne vorrebbe avere sempre qualcuno in più. Come dire che se esiste un numero minimo, non esiste un numero massimo. «Il segnatempo ormai», continua Cologni, «non si usa più per conoscere l’ora, per quello siamo tutti dotati di strumenti più precisi: un orologio si sceglie per motivi estetici e di personalità».Ma è più di un accessorio, più di una cravatta: è un concentrato di design, ricerca e prestazione, tutti concetti che scatenano nella sensibilità maschile un interesse simile a quello provocato dai motori (auto o moto che siano). Tanto che spesso i gentleman regalano alla propria compagna più volentieri un orologio che un gioiello, e in questo senso esistono proposte che uniscono brillantemente le due identità. LE NOSTRE PROPOSTE PER LEI

UNO SOLO NON BASTA

Eleganza Urbana

 

Tourbillon Magique

Sporty Look

E anche sulle tre tipologie base un orologio solo potrebbe non bastare: ci sono, infatti, modelli sportivi sempre più specialistici per le diverse discipline agonistiche (dalla vela al diving, dal golf al tennis) e orologi da giorno adatti a look diversi, dal doppiopetto gessato al blazer con i jeans. Ma soprattutto perché – una volta soddisfatte le necessità di stile principali – viene la voglia di osare di più e di comprare un complicato, per esempio un classico con tourbillon, il dispositivo che, inserendo il meccanismo dell’orologio in una gabbia che ruota lentamente su se stessa, rende più precisa la scansione del tempo, neutralizzando l’effetto negativo che la forza di gravità terrestre eserciterebbe sulla costanza di marcia. Sulle complicazioni multiple, poi, la gara è sempre aperta, con sfide che arrivano a concentrare, e quindi miniaturizzare, fino a quattro e più dispositivi estremamente complessi in una sola cassa. Chiaramente si tratta, in questi casi, di orologi che richiedono non solo un portafoglio disponibile, ma anche il tempo necessario a comprenderne il funzionamento e la basilare differenza dagli altri modelli. Per cominciare a farsi un’idea, ecco una panoramica delle proposte recenti più interessanti.

MASTERPIECE
Il Grand Complication di A.Lange & Söhne
Solo alcuni, selezionatissimi, maestri orologiai di A.Lange & Söhne sono in grado di realizzare il nuovo Grand Complication. L’ultimo gioiello della maison, infatti, richiede un anno di lavoro e l’assemblaggio di 876 componenti perché sotto il quadrante smaltato si riuniscono ben sette complicazioni tra cui una suoneria con rintocchi grandi e piccoli, una ripetizione minuti, un cronografo rattrappante con contaminuti e lancetta dei secondi “folgorante” (che consente di leggere l’ora con la precisione di un quinto di secondo), un calendario perpetuo e un’indicazione della fase lunare. Costa quasi 2 milioni di euro e ne saranno prodotti solo sei esemplari in sei anni: il primo è già stato venduto a un privato in Italia, gli altri avranno solo l’imbarazzo della scelta tra gli acquirenti. «Il numero dei collezionisti di A.Lange & Söhne interessati», spiega Anthony de Haas, direttore dello sviluppo prodotto, «supera il numero dei pezzi a disposizione, ma non è ancora stato deciso chi riuscirà a ottenerlo».