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Basta scritte. Niente più trigrammi A&F. Addio addirittura all'alce simbolo di Abercrombie & Fitch. E' la rivoluzione "no logo" indetta dalla catena americana, per ora solo nei suoi negozi negli Usa a partire dalla prossima primavera.

Magliette, pantaloni, felpe e jeans perderanno dunque la caratteristica griffe per inseguire, almeno secondo il Wall Street Journal , la tendenza che vede i teenager a stelle e strisce preferire capi meno "impegnativi" e più versatili come quelli low cost di H&M o Zara.

Da qui la decisione di «portare il business legato ai loghi praticamente a zero», annunciata dal Ceo Mike Jeffries dopo l'analisi dell'ennesima deludente trimestrale che ha segnato -6% rispetto al 2013 (891 milioni di dollari) . E poco importa che i profitti siano saliti da 11,4 a 12,9 milioni di dollari.

Dopo la chiusura di 170 negozi in cinque anni, sembra sempre più in crisi la parabola dell'ex negozio di caccia e pesca (datato 1892) trasformato dal manager 69enne in un brand da 2 miliardi di dollari negli anni Novanta anche grazie all'abbondante presenza di commessi a torso nudo e commesse in abiti succinti, ma anche scelte commerciali (taglie non oltre la L per le donne, poca attenzione alle minoranze) che avevano attirato non poche critiche sull'azienda. Che oggi resta nuda, almeno del proprio marchio.