Sarà capitato a tutti di passare per gli scaffali dei supermercati e notare etichette esotiche provenienti da paesi lontanissimi e che non ricordavamo certo per il vino. e ancora più ci avrà fatto effetto vedere a quale prezzo sono proposti vini australiani, cileni, argentini o sudafricani. Dagli anni ‘80 in poi il vino negli Stati Uniti e in Inghilterra ha cominciato a entrare nel lifestyle delle persone comuni non come un bene di lusso da ostentare con gli amici ma piuttosto come qualcosa da avere sempre in casa e nel frigorifero quasi alla stregua di una bibita. Non c’è da scandalizzarsene, è del tutto normale che ciò accada in un paese dove la viticoltura e il consumo di vino non sono storicamente così radicati come in Europa. E che quindi di pari passo finisca per contare molto più il gusto e l’immediatezza del prodotto, le strategie di marketing e l’immagine piuttosto che la provenienza e l’origine.