Quando lo smart working è un incubo

Foto di Werner Heiber da Pixabay

È innegabile, lo smart working sta prendendo sempre più piede. Uno studio recente dell’International Workspace Group (IWG), uno dei principali fornitori di spazi di lavoro flessibili al mondo, dimostra che oggi più della metà dei dipendenti di tutto il mondo lavora al di fuori della sede principale e, nello specifico, all’interno di business lounge, uffici remoti o a casa per metà della settimana. E, guardando al Regno Unito, capofila delle tendenze in Europa, secondo l’Office of National Statistics ben 4,2 milioni di persone, ovvero il 13,7% della forza lavoro, lavorano da casa (con un aumento di più di 800 mila persone in 10 anni). Il mondo del lavoro sta cambiando dunque e sicuramente il lavoro domestico ha molti vantaggi a partire dal mantenimento di un migliore work-life balance. Già solo dire addio al pendolarismo sarebbe da sola un'ottima ragione per scegliere questa opzione, ma secondo un rapporto condotto lo scorso anno da FlexJobs, le persone scelgono di lavorare da casa anche per altri motivi: diminuzione delle distrazioni  (75%), minor numero di interruzioni da parte dei colleghi (74%) e riduzione della “politica” sul posto di lavoro (65%).

I lati negativi dell'home working

Come ben sottolinea Regus però, il lavoro da casa invece che semplificarci la vita può anche porre una serie di nuovi ostacoli. Per esempio, le continue interruzioni non sono certo un'esclusiva degli uffici, soprattutto se si hanno bambini in casa. Inoltre, secondo un sondaggio globale condotto da IWG sugli spazi di lavoro, molte aziende non riescono ancora a fornire gi strumenti giusti perché l’home working abbia successo. Se, infatti, il 57% dei lavoratori dichiara di avere a disposizione un home office completamente attrezzato, solo il 28% conferma che ciò è stato possibile grazie al contributo economico della propria azienda. Un disagio che, ovviamente, può annullare tutti i vantaggi del lavoro da casa.
Senza contare che, come in tanti altri campi, molto dipende dal carattere del lavoratore. Richiede infatti un'ottima organizzazione, per evitare di procrastinare continuamente o, al contrario, finire per non staccare mai.