hr manager

Gli Hr Manager sono senza cuore? Certo, sono dei robot. Sempre più spesso infatti le grandi aziende useranno delle intelligenze artificiali per scremare la marea di curriculum che ricevono per ogni posizione (circa l'85% finisce nel cestino). Un esempio è Mya, il chatbot di Mya Sistems creato per aiutare i selezionatori a scegliere i lavoratori destinati a occupare posizioni di retribuite su base oraria. «Quando un candidato presenta domanda per un posto di lavoro, Mya si presenta e lo coinvolge in una chiacchierata» spiega al Financial Times . «Il chatbot rivolge alcune domande preliminari per vedere se il candidato è qualificato per una data posizione: «Può lavorare la sera?», «Le va bene la fascia di stipendio prevista?», «Ha esperienza con il carrello elevatore a forca?», «Quando potrebbe cominciare a lavorare?». Solo dopo questo screening iniziale, il bot fissa un colloquio "umano".

Hr Manager senza cuore? Sono robot! 

Gli Hr Manager più avvantaggiati da questa rivoluzione saranno quelli chiamati a scegliere persone che si candidato a posti a retribuzione oraria. In questi casi bisogna lavorare in fretta e bene per assumere, per esempio, centinaia di persone per una stagione calda di shopping. Ecco perché l'automazione sarà decisiva. «I selezionatori sono veramente impelagati», spiega Grayevsky. «In conseguenza della mentalità in voga dello sparare a raffica, spesso i selezionatori si trovano a dover gestire una quantità enorme di lavoro. E, quando succede, si crea un collo di bottiglia e diventa davvero complesso gestire tutti i rapporti come si deve».

Anche la società di cacciatori di teste SCGC sta mettendo a punto il proprio robot per la selezione dei profili junior, dopo aver delocalizzato le mansioni più semplice - per esempio le ricerche online - in India. Per molti selezionatori l’automazione può rivelarsi utile per gestire le fasi più ripetitive della ricerca di personale. Da LinkedIn, che ha più di mezzo miliardo di profili di professionisti, hanno investito moltissimo per migliorare la qualità delle ricerche: «Oggi è uno strumento potentissimo, che permette ai selezionatori di essere efficienti e più produttivi» conclude John Jersin, responsabile del software di selezione del personale di LinkedIn. «Vogliamo toglierci subito il problema di porre quelle domande iniziali perché non rientrano nelle mansioni più importanti di un selezionatore del personale. La ricerca preliminare è la fase più lunga e per renderla indolore vogliamo usare gli algoritmi». 

Garanzia per tutti contro i pregiudizi

A differenza di un Hr manager con esperienza, i chatbot non hanno pregiudizi. Ecco perché i robot sono una garanzia di equità di partenza cancellando ogni considerazione su razza, status socioeconomico e immagine personale.