Europa: nuove regole per le piattaforme stile Netflix

© European Union, 2018

Con 452 voti a favore, 132 contrari e 65 astenuti, il Parlamento europeo ha votato la nuova regolamentazione dei servizi media audiovisivi, volta a offrire maggiori protezioni ai minori, regole più stringenti per la pubblicità e per i servizi on demand. Le nuove regole si applicano a broadcaster, piattaforme di video on demand e di video-sharing (come Netflix, YouTube e Facebook) e piattaforme di video-sharing in live streaming. In particolare, il 30% dei cataloghi dei servizi on demand dovrà essere di origine europea.

I servizi on demand dovranno inoltre contribuire allo sviluppo della produzione audiovisiva europea investendo direttamente nei contenuti o attraverso contributi a fondi nazionali (in maniera proporzionale ai ricavi ottenuti nel Paese). Previste inoltre regole più restrittive per la pubblicità, che potrà coprire un massimo del 20% delle trasmissioni giornaliere tra le 6 e le 18, dando ai broadcaster una certa flessibilità di programmazione. Prevista inoltre una finestra di prime time tra le 18 e la mezzanotte, nel corso della quale sarà possibile programmare fino a un massimo del 20% del tempo di trasmissione. Le nuove regole prevedono inoltre che i provider di servizi media audiovisivi mettano a punto misure adeguate per contrastare contenuti che incitino alla violenza, odio o terrorismo, mentre contenuti di violenza gratuita o pornografia dovranno essere sottoposti a una regolamentazione severa. Le piattaforme di video sharing dovranno reagire prontamente nel momento in cui venga riportato un contenuto che possa essere dannosa. 

Le nuove regole, però, non includono filtri automatici per l’upload dei contenuti, ma il Parlamento ha chiesto alle piattaforme di creare un meccanismo trasparente, facile ed efficace per permettere agli utenti di segnalare contenuti problematici. Sono state previste regole più restrittive sul product placement e la pubblicità in programmi per bambini sulle piattaforme on demand e meccanismi di protezione dei dati dei minori, così che questi non vengano usati per usi commerciali (compresa la pubblicità targettizzata). Le nuove regole dovranno essere approvate formalmente dal Consiglio dell’Unione e gli Stati membri dovranno adottarle entro 21 mesi.