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Investimenti postali. Un tempo erano un regalo saggio e utile che i nonni facevano ai propri nipoti, cui intestavano buoni fruttiferi che nel tempo avrebbero prodotto un rendimento costante, sicuro e soprattutto congruo. Oggi, con i tassi di interesse quasi a zero, quei rendimenti sono un bel ricordo e basta.

Investimenti postali: quali prodotti scegliere

Ciononostante, di prodotti postali adatti a risparmiatori previdenti più che a investitori scaltri, ce ne sono ancora. Certo, rendono meno di un tempo ma offrono un porto sicuro a coloro che non vogliano tenere i propri risparmi in banca o sotto il materasso, a farseli mangiare dall’inflazione. Sul sito di Poste italiane si possono trovare una serie di offerte con tanto di simulatore, un calcolatore che consente di vedere da subito quanto renderebbe un certo investimento.

Partiamo con i buoni fruttiferi postali, Bfp. Ce ne sono di tre tipi: dedicati ai minori, ordinari e a 3 anni Plus. Il buono fruttifero consente di tenere ferma una somma di denaro e di ritirarla dopo un certo periodo arricchita degli interessi maturati. I soldi possono essere ritirati anche prima della scadenza prevista, ma in questo caso si rinuncia agli interessi.

Un altro vantaggio del buono è che è sottoposto a una tassazione agevolata del 12,5%. Andando a vedere il rendimento previsto di un Bfp a 3 anni Plus e immaginando di immobilizzare 20 mila euro, a distanza di tre anni, quindi nel dicembre 2020, ritireremmo 20.370 euro, al netto della ritenuta fiscale. I buoni sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti SpA e garantiti dallo Stato.

Investimenti postali: il Libretto Supersmart

Un’altra opzione è il cosiddetto Libretto Supersmart, il quale consente di accantonare una somma per un periodo di tempo e di contare su interessi più alti. Più precisamente, è previsto un tasso di interesse dello 0,4 per cento su una somma depositata per 360 giorni, e dello 0,55% su una affidata alle Poste per 540 giorni.

Il simulatore può aiutare a far di conto anche in questo caso. Sempre ipotizzando di voler accantonare 20 mila euro, ritireremmo la somma depositata maggiorata di 58 euro nel primo caso e di 120 euro nel secondo.

Per chi, invece, volesse qualcosa di più remunerativo, anche a costo di correre dei rischi in più, c’è una gamma di prodotti finanziari più complessi, come certificates, obbligazioni, offerte pubbliche e fondi immobiliari.